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L'aria che tira, l'immunologo Le Foche pazzo per il vaccino Sputnik. Cosa aspetta l'Italia?

Giada Oricchio
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Il professor Francesco Le Foche, a “L'aria che tira”, il talk sull'attualità condotto da Myrta Merlino su LA7, lunedì 8 marzo, promuove a pieni voti il vaccino russo Sputnik V. A seguito dell’intervento dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, che ha dichiarato che la Regione è pronta a fare da sola sui vaccini puntando sullo Sputnik (“Noi abbiamo chiesto 2 milioni di dosi”), l’immunologo Francesco Le Foche ha sostenuto: “Sono d’accordo con l’assessore D’Amato, lo Sputnik è un ottimo prodotto a vettore virale ed è ben strutturato a livello immunologico, perfetto per risposta immunologica che è il 92%. Credo che il Ministro Roberto Speranza abbia dettato la linea giusta per arriva a un’importante vaccinazione entro l’estate, si può fare con l’arrivo anche di Johnson&Johnson, altro buon prodotto. Siamo sulla strada buona però dobbiamo essere resilienti in questi due mesi, essere assolutamente responsabili, se c’è da stringere facciamolo e contemporaneamente, se ci arrivano le dosi, facciamo una campagna vaccinale forte. Le chiusure possono tornare utili per aver il maggior numero di vaccinati possibili entro l’estate, come se fosse una strategia di guerra. L’obiettivo è una vaccinazione di massa significativa entro luglio o al massimo Ferragosto. Nel frattempo il nostro comportamento è fondamentale”.



 

Le Foche ha fatto chiarezza sulle temute varianti del Coronavirus: “Il virus ha messo in campo due varianti per migliorare il suo status. La prima variante è inglese perché selezionata nel Kent dove ci fu un’impennata di contagi e i laboratori per il sequenziamento virale scoprirono che il virus aveva modificato la proteina Spike facilitandola a entrare nel recettore ACE2, in pratica lubrificava l’entrata del virus nella cellula. In pratica impiega meno tempo a entrare e quindi migliora il virus per contagiosità. L’altra variante, quella selezionato in Amazzonia, sempre all’interno della proteina Spike, aumenta la resistenza rispetto al nostro sistema immunitario anche in caso di anticorpi creati con immunità naturale di chi si è contagiato. Sugli anticorpi prodotti da vaccino è la stessa cosa, deve forzare ma riesce a entrare”.

 

 

Il professore ha esortato i giovani, stremati da un anno di lockdown e divieti a essere pazienti per altri due mesi: “Capisco la loro voglia di evadere ma che sia un’evasione controllata soprattutto all’interno delle abitazioni, vanno ridotti ai minimi termini gli assembramenti in casa. Ancora due mesi, se poi c’è la chiusura generale, insieme ai vaccini, allora saremo più efficaci”.

 

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