Vincere contro Siena dalle parti del Colosseo cestistico ha sempre un bel sapore. Certo non è una serie scudetto, come succedeva non più di due anni fa, ma l’eloquente 68-50 rifilato dalla Caja’s band alla Mens Sana, per di più di fronte a quasti 2.500 spettatori accorsi quando a Roma si sta ancora a tavola (gara alle 14.15) è qualcosa che dà valore alla nuova stagione dell’Acea. Quinta vittoria di fila per la Virtus capace di non piangersi addosso per il forfait in regia di Guido Meini, polpaccio dolente, e capace di vincere la sfida con una prestazione difensiva da urlo. Basta guardare le cifre che raccontano come Siena, reduce dai 103 insaccati una settimana prima contro Agropoli, abbia chiuso con numeri miseri: 18-64 da 2 (28.1%), 4-27 da 3 (14.8). Marchio di fabbrica di Caja l’aggressività, su entrambi i lati del campo. E così l’Acea oltre a mordere alle caviglie gli avversari in fase difensiva è stata bravissima a distendersi in velocità ogni volta che ne ha avuto modo costruendo in transizione tantissime occasioni, alcune sprecate per fretta o limiti strutturali. Un leone su tutti: Craig Callahan che ha chiuso una pomeriggio di gloria con 24 realizzati (11-17 dal campo), 6 rimbalzi e 2 assist. Ma è stata la squadra a edificare il quinto passaggo vincente stagionale con la brillantezza di Bonfiglio, il play di riserva, con la grinta, un po’ confusionaria ma sempre produttiva di Olasewere (10 punti e 9 rimbalzi), l’esperienza di Maresca e soprattutto con quel killer istinct di Alan Voskuil che dopo aver chiuso al 20’ con 2 punti realizzati, nella seconda parte di gara ha ferito il tentativo di rientrare di Siena con le sue bordate da lontano (15 finali, 6-11 dal campo). La Virtus è scappata via dalla palla a due e s’è messa subito la Mens Sana alle spalle. 10-0 per far capire che aria tirasse al Palazzetto macinando gioco ed avversari. Ogni linea di passaggio è stata sporcata, il ritmo della gara rotto con i passaggi sistematici a palla ferma dalla difesa a uomo alla zona pari. E la capacità di leggere le falle dell’avversaria. Non c’è che dire Caja ha trasformato questa squadra, dove il talento non eccelle ma di cuore e voglia di lasciare il campo senza rimpianti non latita. 31-23 al 20’ e poi una terza frazione con un parziale di 27-11 che ha spedito al tappeto i toscani. Poi una piccola pausa per vedere gli ospiti arrivare sul -13, 58-45, ed è stato allora il cobra Voskuil a stendere l’avversaria. Bene così, e domenica si torna in Sicilia per la sfida, difficilissima, a Trapani, una delle pretendenti al salto in serie A. «Sono contento per la vittoria - ha detto Caja nel post partita - che è arrivata in un ambiente eccezionale. Abbiamo prodotto una gara dal grande spessore difensivo che è stato lo specchio di quanto di buono abbiamo fatto in settimana. Speriamo che chi è venuto a vederci oggi per la prima volta abbia apprezzato lo spirito di questi ragazzi e voglia darci fiducia per il futuro».
L’Acea di Caja spegne Siena
La Virtus fa suo il derby delle decadute Quinta vittoria di fila davanti a 2.500 tifosi
