U na manciata di minuti. Ne bastano nove, alla Roma, per riprendersi il primato che l’Inter aveva usurpato, la sera prima, con fortuna superiore ai meriti. In gol Pjanic, piede morbido e mente lucida. Il raddoppio di Maicon riduce il resto della gara a sterile accademia con girandola di sostituzioni in vista del sabato di fuoco che l’attende a San Siro contro i neroazzurri. Ma l’alta classifica si muove all’unisono, praticamente quasi congelando la graduatoria della vigilia. Il solito Higuain promuove il Napoli contro il Palermo, tutto troppo facile per la Fiorentina a Verona, di fronte a un Hellas decimata dalle troppe assenze e ora molto vicina alla discesa in Serie B. La sola a frenare vistosamente è la Lazio, alla quale non basta un capolavoro di Biglia per sfatare il tabù delle trasferte. L’Atalanta recupera grazie a un comico autogol di Basta e nel finale il Papu Gomez inventa il gol che gela la squadra di Pioli. Un altro brutto passo falso dei biancocelesti che collezionano la quarta sconfitta su cinque partite fuori casa. E cosi rimane il Napoli il rivale numero uno della capolista, che si conferma in buona salute, anche se non evita il solito gol al passivo. Serata segnata in negativo dalla pioggia. Torna a perdere la Juventus, al lungo in inferiorità numerica per il rosso a Chiellini. Festeggia, il Frosinone, la sua terza vittoria in campionato: decide Sammarco nei minuti finali. Grandinata di gol a Torino, tre gol per parte tra i granata e il Genoa, all’autorete di Tachtsidis rimedia all’ultimo tuffo Laxalt, per lui una doppietta.
L’osservatorio di Gianfranco Giubilo
I giallorossi sono un caterpillar Candreva & Co. autolesionisti