Sport

Roma 2024 inizia la rincorsa a Parigi

Ufficializzate le candidature: francesi favoriti ma la Capitale ci crede In lizza per ospitare i Giochi anche Los Angeles, Budapest e Amburgo

Cinque cerchi per cinque città. Roma, Parigi, Amburgo, Budapest e Los Angeles si contenderanno l’organizzazione dei Giochi olimpici del 2024. La Città Eterna contro la Ville Lumière, con le altre a fare da terzo incomodo; la corsa rischia di essere una sfida tra Roma e Parigi. La capitale francese ha già ospitato due edizioni (1900 e 1924), i francesi vorrebbero sfruttare la ricorrenza del centenario per ripetere la kermesse in casa propria; il vantaggio transalpino al momento è innegabile, economico, sociale, politico, ma l’Italia ha grande sintonia tra tutte le componenti, c’è una comunione di intenti che alla fine potrebbe fare la differenza. Roma si ripresenta dopo esser naufragata con candidature poco credibili e ancor meno sostenute. Nonostante il disastroso operato del Campidoglio, nonostante i mille disagi e i mille problemi che i cittadini sostengono quotidianamente, questa sembra la volta buona per presentare un dossier all’altezza della situazione; il Comitato promotore ha l’appoggio incondizionato del Governo - cosa che era mancata per i Giochi del 2020 successivamente assegnati a Tokyo - e si sta muovendo in maniera razionale, accompagnato da cauto ottimismo. Tra le candidate ufficializzate ieri mattina dal Cio ci sono anche Los Angeles, Amburgo e Budapest. Il comitato promotore statunitense ha trovato a fatica una candidata dopo la rinuncia di Boston, non tutta la comunità è d’accordo con gli amministratori di Los Angeles per ospitare di nuovo, a distanza di quarant’anni (1984) i Giochi. L’ultima Olimpiade organizzata dai tedeschi non andò benissimo (Monaco 1972), di quell’edizione si ricorda principalmente l’attentato in cui vennero uccisi undici atleti israeliani dopo l’assalto al villaggio olimpico per mano di terroristi palestinesi. La Germania ci riprova presentando Amburgo - città stato sull’Elba - una buona occasione per mostrare i muscoli e mettere in campo tutta la propria potenza (e prepotenza) economica: a Berlino, nel 1936, a parte i successi di Jesse Owens, non fu un bel vedere. La candidatura ungherese al momento non sembra avere la forza necessaria per arrivare fino al traguardo finale, c’è disaccordo all’interno del comitato. Roma è entusiasta del proprio progetto. «Orgogliosi di esserci, onorati di avere accanto avversari così importanti come Parigi, Los Angeles, Amburgo, Budapest - commenta dal Foro Italico il comitato promotore - abbiamo un progetto importante, che mette al centro della più grande festa dello sport al mondo, l'uomo, l'atleta, le future generazioni; e poi, ancora, l'urgenza di regalare ai romani una città migliore, più accessibile e più sostenibile e con esse una migliore qualità della vita. Siamo assolutamente fiduciosi di potercela fare, con l'aiuto di istituzioni mai così compatte come su questo bellissimo sogno». Il dossier dovrà essere in linea con l'Agenda 2020 che, tra i vari obiettivi, punta sulla sostenibilità, sulla trasparenza e sulla legacy delle infrastrutture. Il Cio darà un contributo di 1,7 miliardi di dollari in cash e servizi per l’organizzazione dei Giochi. «Le Olimpiadi possono essere un esempio per una società pacifica, senza discriminazioni - ha sottolineato il presidente del Cio Thomas Bach - la sostenibilità e l'eredità sono i cardini di ogni candidatura, vogliamo che le città candidate mostrino come i Giochi si possano adattare alle loro strategie a lungo termine». La scelta della città che ospiterà i XXXIII Giochi delle Olimpiadi verrà fatta nel settembre 2017 a Lima, in Perù.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.