Vedere sulla maglia giallorossa il nome «Emerson» fa tornare indietro nel tempo, ai primi anni del 2000 e soprattutto allo scudetto. Ma sotto non c’è l’11, bensì il 33 ed è un giovane brasiliano che di cognome fa Palmieri a vestirla. In Italia si è visto (poco) lo scorso anno con il Palermo, poi è stato rispedito al Santos, da cui la Roma lo ha preso in prestito per una stagione. Lui spera di poter dire la sua, anche se sulla carta è il terzo esterno sinistro a disposizione di Garcia: «Sarà una stagione lunga, il mio obiettivo è aiutare la squadra. La concorrenza è normale, non mi fa paura. Tutti i calciatori hanno le qualità per far parte di questa squadra». Emerson Palmieri, classe ’94, è stato escluso dalla lista Champions, «per via delle restrizioni a voi note, e solo – specifica il dg Baldissoni in sala stampa – per le restrizioni a voi note. Siamo sicuri che potremo apprezzare le sue qualità in Serie A». «? evidente – dice invece il terzino – che qualsiasi giocatore ambisce alla Champions, ma capisco che sono giovane, nuovo e appena arrivato. Adesso sta a me conquistare obiettivi così importanti, obiettivi che vanno conquistati attraverso il lavoro duro e intenso. Ci sono differenze a livello di preparazione e di allenamento in generale tra Brasile e Italia, ma non sono così significative. In Italia e in Europa ci si allena più forte, ma ho avuto modo di adattarmi e già oggi mi sento meglio». Palermo gli ha lasciato un bel ricordo, nonostante le appena 9 presenze raccolte in spezzoni di gara: «Il mio primo anno a Palermo mi ha insegnato molto, a vivere, a conoscere l'Italia come Paese, ma sopratutto da un punto di vista calcistico. Se sono arrivato qui è perché mi sento pronto per giocare e adesso sta a me dimostrarlo in campo. Zamparini ha detto che manco di personalità? Il presidente ha una sua visione del calcio e delle cose. Penso di aver fatto sempre bene, tutti erano soddisfatti di me: tifosi, compagni e allenatori. Devo solo ringraziare il Palermo e il presidente perché non sarei qua senza quella esperienza. Ho avuto un infortunio che mi ha tenuto fuori una cinquantina di giorni e quello sicuramente mi ha danneggiato, ma nelle altre occasioni penso di aver fatto bene». In Sicilia giocava esterno nel centrocampo a cinque con una difesa a tre alle spalle: «Il modulo per me non cambia niente, nel Santos e in Brasile ho sempre giocato a 4. A Palermo ho cominciato a giocare con la difesa a 3, mi adatto bene ad entrambi i moduli. Mi piace puntare l'avversario, inserirmi in area di rigore e cercare il gol e cercare l'assist per i compagni. In generale sono un giocatore che lotta in campo e su ogni pallone. In generale tutti i brasiliani hanno la fama di essere molto fantasiosi nella fase offensiva e nei dribbling. Il calcio di oggi è moderno e si deve essere bravi in tutte le fasi, cerco di diventare un giocatore completo». Baldissoni ha approfittato della conferenza di presentazione di Palmieri per commentare l’iniziativa di Roma Cares: «La Roma è già attiva in vari tavoli di responsabilità sociale e tra questi anche nel fenomeni dei rifugiati e dei migranti. A settembre parteciperemo ad una iniziativa a supporto di Liberi Nantes, una squadra di rifugiati che partecipa al campionato di terza categoria qui a Roma, per aiutarli con la struttura sportiva e la dotazione necessaria a giocare. Facciamo parte di un progetto che vede coinvolta anche la Lega di B per la realizzazione di un impianto sportivo a Lampedusa per i rifugiati che devono passare diversi mesi in quell'isola. L'onda emozionale scatenata dagli ultimi eventi che riguarda l'Europa, ma che ha toccato le menti di tutti, ha portato il presidente a fare di più: non soltanto assumere iniziative come donazioni dirette, ma anche con iniziative che volevano unificare tutto il mondo del calcio. Abbiamo investito risorse e giorni per realizzare due piattaforme che consentono senza riferimento diretto a squadre, loghi o colori, ma a tutto il mondo del calcio, la possibilità di donare o partecipare alla raccolta dei fondi attraverso la messa in atto di oggetti, per coinvolgere le unità di riferimento delle squadre, e le singole squadre in una iniziativa che può essere caratterizzata per l'unità e il superamento di barriere. Abbiamo avuto – continua il dg giallorosso – risposte di grande apprezzamento, in Italia e all'estero. Molte squadre hanno aderito pubblicamente. Ovviamente la piattaforma è aperta e chiunque vorrà potrà approfittarne. Sapete che i beneficiari sono agenzie che fanno direttamente capo all'Onu». Capitolo main sponsor: «Ci sono proposte, discussioni, negoziazioni in corso, alcune sono finite sulla stampa e altre no. Non comunicheremo nulla finché non sarà ufficiale».
Roma, Emerson Palmieri senza paura: "Non temo la concorrenza"
Il giovane esterno sinistro brasiliano si presenta: "Il mio obiettivo è aiutare la squadra". E il dg Battistoni parla dei progetti per aiutare rifugiati e migranti
