Sport

Renzi mette i Giochi al centro del Paese

Il Premier convinto della bontà di lanciare la candidatura per il 2024 Grandi Azzurri premiati al Coni con i Collari d’Oro e le Stelle al merito LEGGI ANCHE Il Vaticano apre le porte alle Olimpiadi

Primo, in epoche remote, mentore d'un Coni dominato da Giulio Onesti, Giulio Andreotti. Poi, nell'ordine, citiamo a memoria, Aldo Moro, Bettino Craxi, Massimo D'Alema, Silvio Berlusconi, Romano Prodi, Mario Monti, necroforo della candidatura romana e italiana in vista dell'edizione olimpica del 2020. Ultimo capo del Governo, Enrico Letta, portatore di un lascito visionario etichettato «Destinazione Sport», ritenuto nelle premesse decisivo per le future fortune dello sport nazionale e rimasto in realtà nel mondo dei sogni, essendosene persa ogni traccia. A fare esordio all'interno delle mura del palazzo del Foro Italico e nella casa dello sport giunge nella mattinata d'oggi Matteo Renzi, presidente del Consiglio dei ministri in carica. Un appuntamento fissato da tempo con il mondo olimpico, con un'attesa enfatizzata negli ultimi tempi dall'ipotesi che la data odierna possa costituire l'avvio del lungo viaggio che vedrà i due mondi, quello politico e quello sportivo, l'uno strettamente legato all'altro secondo necessità, impegnati nel lanciare la capitale, prima, entro settembre 2015, nella complicata costruzione di un'affidabile candidatura, e subito dopo concorrere con il resto del mondo all'assegnazione dei Giochi del 2024, la cui decisione è programmata nella sessione del Cio convocata a Lima, capitale del Perù, nel settembre 2017. Nei giorni scorsi, partendo da premesse diametralmente opposte a quelle che due anni addietro suggerirono al predecessore Mario Monti, che ne considerava l'inattualità e la rischiosità, di mettere da parte l'ipotesi della candidatura olimpica romana, il capo del Governo ha lanciato più d'un segnale sul suo personale convincimento che candidarsi ai Giochi del 2024, per di più alla vigilia dell'apertura della Porta Santa e del Giubileo del 2025, costituisca occasione da non perdere, rientrando largamente in un progetto di crescita nazionale che interessi contemporaneamente il paese e la sua capitale, e dimostrando come dinanzi ai connazionali e agli osservatori esteri sia necessario ricostruire radicalmente, senza complessi d'inferiorità, l'immagine di una città generalmente malridotta, resa miserabile da recenti fatti di cronaca nera e al momento impassibile rispetto alla prospettiva olimpica della capitale. Tale convincimento - che vede, secondo costume, e in misura variamente articolata, sostenitori di un sogno da una parte, e qualcosa poco meno di una sciagura dall'altra - fortemente assecondato da Malagò, Matteo Renzi ribadirà dunque stamane nel salone d'Onore del Foro Italico, dilatando l'area di disputa dei Giochi a Napoli, Firenze, Sardegna e Milano. Occasione, in diretta televisiva su RaiDue, dalle 11 alle 12, la consegna di riconoscimenti che premieranno con Collari d'oro e Stelle al merito vecchie e nuove glorie dello sport. S'aprirà l'applauso per storiche Società sparse sul territorio nazionale, per antichi cantori di sport, in radio e televisione come Guglielmo Moretti, Tito Stagno e Bruno Pizzul, per eccezionali campioni del passato come Giacomo Agostini e Pierluigi Marzorati, per personaggi sempre in auge come Luca Cordero di Montezemolo, per profeti d'un ciclismo buono come Alfredo Martini, la cui figura verrà evocata con un premio alla memoria, e per grandi campioni d'oggi, in nome e per conto dei successi in scherma, pugilato, tennis, tiro a volo e a segno, in atletica, in motociclismo e motonautica, in ciclismo, hockey e pattinaggio e sport sul ghiaccio.

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