Bialoleka News. Diciottesimo giorno dietro le sbarre. I ragazzi già condannati sono abbastanza affranti. Le ultime notizie che giungono dai tribunali polacchi non regalano loro grandi speranze di tornare a casa per il Natale. La seconda istanza di scarcerazione dietro cauzione in attesa del riesame, presentata la scorsa settimana dagli avvocati di Federico D’Alessandro, è stata rigettata. Si attende la giornata di domani, quando sarà esaminata dai giudici una medesima richiesta depositata dai legali italiani abilitati a patrocinare in Polonia di Damiano Stazi. «Sono fiducioso - ha dichiarato due giorni fa a Il Tempo il padre Gianni che da quando è venuto a conoscenza dell’arresto del figlio si è trasferito a Varsavia - sarebbe una bella notizia non solo per mio figlio, ma anche per tutti gli altri ragazzi che potrebbero seguire lo stesso iter per ottenere gli arresti domiciliari, da scontare comunque in Polonia». Tra i nostri connazionali a Varsavia c’è tensione e ansia. Sempre domani, infatti, sono attese anche le sentenze dei processi riguardanti gli ultimi quattro tifosi biancocelesti in attesa di giudizio: dovrebbero patteggiare la pena e tornare in Italia perché, alla luce dei precedenti, non c’è da aspettarsi assoluzioni. Tra i dieci ragazzi in attesa del ricorso e i loro familiari aumenta ogni ora la paura che i tempi si allunghino in quanto tra una settimana i tribunali polacchi chiuderanno per le festività e tutto verrà procrastinato all’anno nuovo. Per i familiari, giunti in Polonia per seguire da vicino gli eventi, le difficoltà aumenteranno anche in considerazione del fatto che, sempre a causa delle feste, il portone dell’ambasciata italiana rimarrà chiuso fino ai primi giorni del 2014. La nostra delegazione resterà quindi operativa solo tramite un numero telefonico destinato alle urgenze. Intanto, dai mura di cinta della casa circondariale di Bialoleka, filtrano alcune informazioni sulle condizioni carcerarie alle quali i supporters della Lazio sono sottoposti. I giovanipossono usufruire di una telefonata al giorno, a pagamento, della durata massima di dieci minuti. Questo dal lunedì al venerdì. Nel week-end, invece, non si può occupare la linea per più di cinque minuti. Capitolo visite. Ogni due giorni è consentito ai ragazzi di incontrare genitori e parenti per sessanta minuti nel grande parlatorio. Un tempo che, rispetto alle tante, troppe ore di solitudine, viene vissuto come un breve respiro in una condizione di perenne apnea E poi c’è l’ora d’aria vera e propria, concessa solitamente a metà mattina, durante la quale i giovani italiani possono riunirsi nel freddo cortile del carcere di Bialoleka per confrontarsi e farsi forza. Tutto il resto è noia. E paura di dover restare in galera per chissà quanto tempo ancora.
I dieci prigionieri di Varsavia
Domani liberi altri 4 tifosi biancocelesti Ma gli altri rischiano il Natale in cella
