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Bolt: «Record e oro a Rio e poi smetto»

Carlo Gugliotta «Vinco alle Olimpiadi di Rio 2016 e mi ritiro. Credo che sarebbe un momento opportuno: al top, dopo aver dominato a lungo». Con queste poche parole Usain Bolt, l’uomo più veloce del...

«Vinco alle Olimpiadi di Rio 2016 e mi ritiro. Credo che sarebbe un momento opportuno: al top, dopo aver dominato a lungo». Con queste poche parole Usain Bolt, l’uomo più veloce del mondo, dichiara al mondo intero che questo sarà il suo ultimo quadriennio olimpico. La dichiarazione, rilasciata durante la conferenza stampa che si è tenuta a Bruxelles in vista del meeting in programma venerdì, appuntamento di chiusura della Diamond League, ha naturalmente sconvolto i tanti tifosi del giamaicano, il quale però ha sicuramente fatto bene i conti anche con l’età anagrafica, visto che nel 2016 avrà 30 anni e da lì in poi sarà sempre più difficile cercare di rimanere ai vertici dell’olimpo mondiale. Lo stesso Bolt non nasconde, infatti, che dopo i successi di Pechino 2008 e di Londra 2012 (sei ori olimpici in tutto), quest’anno ha fatto più fatica del solito: «Se voglio continuare a dominare non posso permettermi un anno sabbatico, è una lezione che ho imparato. Questo non è stato un anno perfetto, ho vinto ma non alla mia maniera. Sto cominciando ad invecchiare, so che devo preservarmi, rimanere concentrato e comportarmi sempre in maniera responsabile». Ovviamente, rispetto agli anni passati, anche il cammino di Bolt avrà qualche variazione rispetto a quello che è stato il calendario tradizionale: per la gara di venerdì a Bruxelles, per esempio, lo sprinter giamaicano ha deciso di correre i 100 e non i 200 metri. «Ho fatto questa scelta perchè è la gara più corta!», ha affermato in tono ironico, ma tornando serio ha specificato che «inizialmente avrei dovuto fare i 200, ma ai Mondiali ho cominciato a sentirmi stanco. Bisogna stare attenti ed evitare di spingere troppo, c'è sempre il rischio di farsi male, questa stagione è stata lunga». Così come lungo è ancora il cammino verso quella che dovrebbe essere l’ultima olimpiade, ma prima c’è un altro record da battere: «Nei 100 è più difficile cercare di migliorare il mio record, ma nei 200, se riesco a correre bene in curva e a rimanere in buone condizioni, posso ancora migliorarlo».

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