Sport

Brasile all’ultimo respiro

Padroni di casa in finale, battuto nel finale l’orgoglioso Uruguay Forlan sbaglia un rigore, poi Fred e Cavani, decide Paulinho

Continua la corsa del Brasile, che domenica si giocherà la Confederations Cup contro l’Italia o la Spagna, che da queste parti tutti temono di più. Si ferma, invece, quella dell’Uruguay, che ha comunque giocato una grande partita nella quale, alla fine, ha pagato l’inspiegabile immobilismo del suo Ct Tabarez, che nel finale non ha effettuato i cambi necessari per rinvigorire una squadra che ormai non ne aveva più. A trascinare il Brasile in finale sono stati il gol del solito Fred e quello a quattro minuti dalla fine di Paulinho, bravo a superare di testa i lunghi della difesa ospite. Per l’Uruguay aveva pareggiato Cavani, alla sua prima rete nel torneo, ad inizio ripresa. Insieme ai marcatori, però, tra gli eroi della serata i brasiliani ricorderanno per sempre anche Julio Cesar, che sullo 0-0, al 13’, ha parato un rigore calciato da Forlan evitando alla sua squadra di passare in svantaggio e, di conseguenza, di subire la partita di rimessa dell’Uruguay, maestro in queste situazioni di gioco. Per il decisivo match di ieri Scolari recupera sia Neymar che Luiz Guastavo (entrambi in dubbio alla vigilia per una botta presa in allenamento) e si ripresenta con la stessa formazione-base con cui aveva affrontato il Giappone e il Messico. Quella che nella sua testa è la migliore possibile per il Brasile di oggi. Il laziale Hernanes, dunque, parte di nuovo dalla panchina. Una scelta poco condivisibile, visto che anche contro l’Uruguay il Brasile denota la mancanza di un regista vero e proprio a centrocampo o, comunque, quella di un inventore di gioco in quella zona nevralgica. Lacuna che Hernanes potrebbe colmare benissimo. Il risultato è che i quattro davanti restano spesso troppo isolati dal resto della squadra. Peccato, perché così Oscar finisce con il deludere ancora, mentre poco e male viene supportato il trio Hulk-Fred-Neymar, che dà vita ad un duello molto interessante con il tridente uruguaiano, composto da Forlan, Cavani e Suarez. Dietro i suoi tre Tabarez rispolvera Arevalo Rios davanti alla difesa preferendolo a Gargano per la sua maggiore propensione alla copertura del reparto arretrato. Ai suoi lati il laziale Gonzalez (un inamovibile della «Celeste») e Rodriguez, preferito a Perez. In difesa, poi, tutto è imperniato sul duo di centrali composto dall’esperto Lugano e da Godin, giocatore tignoso e molto difficile da superare. Un difensore di quelli veri che farebbe comodo a molte delle nostre squadre, Roma compresa, ovviamente. Tanto per dire, è lui che all’82’ evita che il pallone arrivi a Fred con una in scivolata prodigiosa. Tutto il contrario di David Luiz, che invece vive una delle sue serate-no, frutto di tanta deconcentrazione che prima lo porta a commettere la trattenuta da rigore su Lugano (esaltante la parata di Julio Cesas sul tiro di Forlan, suo vecchio compagno di squadra nell’Inter) e poi a propiziare l’1-1 di Cavani ad inizio ripresa con un comico rinvio addosso ad un compagno. Meno male, per lui e per il Brasile, che poi ci ha pensato Paulinho a rimettere le cose a posto.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.