Un ragazzo che onora Dio saltando. Una ragazza che vola. Un ragazzo con la dinamite ai piedi. Una ragazza che spruzza simpatia da tutti i pori. Quattro ragazzi, dunque, questa la Giovane Italia impegnata al Foro Italico, la stessa che da inizio stagione ha sulle spalle le aspirazioni di mezza atletica italiana avendo come obiettivo dell'anno, a metà agosto, i campionati mondiali di Mosca. Un pugliese, una friulana, un veneto e una laziale originaria di Bracciano. Nomi e specialità, in fila: Daniele Greco triplista, Alessia Trost salto in alto, Michael Tumi velocità, Veronica Borsi ostacolista. Daniele Greco, quarto ai Giochi di Londra, è esploso tre mesi fa agli Europei indoor di Göteborg dominando la gara con 17.70 e chiudendo a soli tre centimetri dal primato assoluto di Fabrizio Donato, grande assente, per infortunio, stasera. Oltre che per la vittoria e per la vistosità della misura, Greco attirò nell'occasione l'attenzione generale per la scritta impressa su una maglietta fuori ordinanza, Jesus lives in me, vale a dire il manifesto di fede che accompagna da sempre l'agonismo del ventiquattrenne di Nardò. Alessia Trost, vent'anni appena, con i 2 metri realizzati nell'inverno scorso è entrata a pieno diritto nel gotha della specialità. Ai campionati europei, totalmente fuori posto di testa e alle prese con una pedana poco amica, non andò oltre l'1.92. Ma l'esperienza, in giovane età, è una panacea poco fallibile. L'intelligenza della friulana, il cui tasso è elevato e di molto, le sarà utile, e quello d'oggi, dinanzi alle più forti al mondo, è impegno severissimo. Terzo ragazzo, Michael Tumi, padovano, ventitré anni, argento a Göteborg sui 60, uomo nuovo della velocità azzurra, un 10.19 sui 100 realizzato giorni fa in pessime condizioni meteo. L'incognita è verificare quanto pesi trovarsi sui blocchi di partenza a fianco di gente, Bolt in testa, che sulla carta gli è davanti tre metri. Come dice il decano dei tecnici Carlo Vittori, il contesto importante può favorire una grande prestazione: è fondamentale mettere la crescita emotiva al servizio della prestazione, senza perdersi. Quarta, non ultima, Veronica Borsi, medaglia di bronzo agli Europei e, appena tre giorni fa, ad Orvieto, volata con 12.76 al nuovo primato italiano sui 100 ostacoli sottraendolo a Marzia Caravelli, che stasera avrà più d'un motivo per rifarsi. Veronica - il padre Adelmo scopritore delle qualità agonistiche della figlia, la mamma Giusi giudice di gara, precettata anche all'Olimpico - subì nel 2008 la rottura di un tendine di Achille. L'età, la testa e il cuore l'aiutarono ad uscire dal trauma, ed ora è lì, tra le migliori d'Europa. Curiosità finale, i quattro atleti sono distribuiti equamente nei gruppi sportivi di Finanza e Polizia di Stato.
Quattro giovani italiani per la gloria
Le speranze azzurre al Golden Gala