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L’ombra del doping ritorna sul Giro

Primo caso di doping di questa 96ª edizione del Giro d’Italia: positivo il francese Sylvain Georges

È arrivato nella mattinata di ieri il primo caso di doping di questa 96ª edizione del Giro d’Italia: il francese Sylvain Georges, della Ag2r La Mondiale, è risultato infatti positivo a uno stimolante e non si è presentato alla partenza della tappa; nonostante questo non è ancora stato sospeso dalla squadra in quanto si stanno attendendo i risultati delle controanalisi. Nel giorno in cui il Giro d’Italia ha ricordato le vittime della tragedia del Vajont, con l’arrivo posto proprio in prossimità della famosa diga, gli uomini di classifica si sono presi un giorno di semilibertà lasciando andare via una corposa fuga dalla quale è nata la vittoria del lituano Ramunas Navardauskas. L’uomo della Garmin-Sharp si è avvantaggiato nelle battute iniziali di gara insieme ad altri diciannove uomini e nel finale ha staccato tutti con una bella azione solitaria, battendo il trentino della Bmc Daniel Oss e il laziale della Bardiani-Csf Stefano Pirazzi. Il successo del lituano è arrivato durante l’ennesima brutta giornata per il suo compagno di squadra Ryder Hesjedal: il vincitore del Giro d’Italia dello scorso anno è infatti arrivato al traguardo ancora una volta staccato dai migliori. Nonostante questo, il canadese è apparso sorridente per la vittoria del proprio compagno: «Il nostro obiettivo era quello di portare a casa un successo dopo tante brutte giornate e ci siamo riusciti», ha affermato Navardauskas, che lo scorso anno riuscì anche ad indossare la maglia rosa per due giorni. Deluso invece Danilo Di Luca, che era in fuga con la speranza di conquistare la vittoria nel finale. La maglia rosa resta sulle spalle di Vincenzo Nibali nonostante l’attacco di Intxausti nel finale, che guadagna qualche secondo in generale. Oggi (diretta tv Raisport1 dalle 14) tappa per velocisti, la Longarone-Treviso, di 127 km.

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