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Nibali padrone, Wiggins soffre ancora

Carlo Gugliotta Il primo arrivo in salita del Giro d’Italia conferma che la forma fisica di Vincenzo Nibali continua ad essere al top, mentre Bradley Wiggins arranca. Esce invece definitivamente di...

Il primo arrivo in salita del Giro d’Italia conferma che la forma fisica di Vincenzo Nibali continua ad essere al top, mentre Bradley Wiggins arranca. Esce invece definitivamente di scena Ryder Hesjedal, il vincitore dello scorso anno: nella tappa svolta in Friuli, con arrivo sull’inedito Altopiano del Montasio, il canadese ha perso contatto già sul Cason di Lanza, prima asperità di giornata, ed è arrivato al traguardo con oltre venti minuti di ritardo. Il successo di tappa è andato al colombiano del Team Sky Rigoberto Uran, vincitore della maglia bianca nell’ultima edizione del Giro: la squadra di Wiggins ha lavorato tutto il giorno nel modo che ci si attendeva fin dall’inizio della corsa rosa, ovvero facendo il ritmo in testa al gruppo. Uran ha attaccato a dieci chilometri dall’arrivo e ha trionfato in solitaria davanti al connazionale Betancur e a Nibali: «Sono contento, la squadra ha lavorato molto bene», ha affermato il vincitore, senza però candidarsi per diventare capitano del Team Sky nonostante il terzo posto in classifica generale: «Le gerarchie in squadra non cambiano perchè Bradley sta bene, entrambi possiamo fare classifica. Il Giro è lungo, cerchiamo di continuare così». Soddisfatto anche Nibali, che nel finale ha avuto dei piccoli problemi meccanici: «Nell’ultimo chilometro la catena non voleva stare su, però alla fine è andato tutto bene. Hanno provato a isolarmi ma la squadra è stata perfetta, sono contento di aver guadagnato dei secondi importanti su Scarponi e Wiggins». E in effetti la nuova classifica generale parla chiaro: solo Cadel Evans, rimasto fino alla fine con la maglia rosa, ha meno di due minuti di distacco dal siciliano. Perde terreno invece Scarponi, che ora è sesto in classifica, mentre si sono messi in mostra Franco Pellizotti e Domenico Pozzovivo con attacchi coraggiosi ma poco fortunati. Oggi (diretta Rai Sport 2 dalle 14) tappa di media montagna con arrivo a Vajont, nei pressi della famosa diga. Il Giro renderà omaggio alle vittime del disastro.

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