«Sul tema stadi in Italia siamo rimasti ingessati a livello normativo, la legge è imbrigliata su tali e tanti vincoli che non si vede una via d'uscita. Purtroppo nessuno da noi ha il coraggio di fare scelte quando hanno ricadute di carattere collettivo. La politica deve assumersi però queste responsabilità». Queste le parole del presidente della Lazio, Claudio Lotito, intervenuto al convegno "Uno stadio per amico" promosso da Asi presso il Salone d'Onore del Coni. «Non parliamo di accorciare le norme - ha detto Lotito - stiamo solo cercando di mettere in condizione le squadre italiane di tornare competitive all'estero. Oggi siamo precipitati in una situazione drammatica, all'estero le società vengono agevolate dai governi, quando il Bayern ha chiesto di fare uno stadio che costava 150 milioni non si sono scandalizzati e anzi hanno fatto dei piani di sostegno appositi». Il presidente biancoceleste ha commentato anche il campionato. «Avrei voluto rigiocare certe partite con la squadra al completo senza alcune squalifiche e sicuramente sarebbero arrivati risultati diversi. Purtroppo non potevamo fare conto su una serie di infortuni a livello traumatico, quindi non legati a problemi muscolari - ha precisato Lotito - e soprattutto a squalifiche che ci sono state comminate». E ancora: «Avevamo la necessità di recuperare consapevolezza nei nostri mezzi - ha poi aggiunto il patron biancoceleste a margine del convegno presso il Salone d'Onore del Coni - ci siamo messi alle spalle un momento non positivo della squadra, che ha ritrovato serenità e concentrazione, speriamo che prosegua in questo cammino da qui alle prossime tre partite di campionato. Abbiamo ritrovato la squadra e anche Miro Klose, che è uno dei massimi esponenti della squadra».
Lotito: «Senza squalifiche risultati diversi»
Il patron della Lazio al convegno "Uno stadio per amico" al Coni. «Avrei voluto giocare certe partite con la squadra al completo». Sul complesso sportivo: puntiamo sulla competitività all’estero.
