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Il riscatto irlandese e l’arbitro «perfetto»

Per capire bene cosa è successo sull'erba di Murrayfield ieri bisogna rendersi conto di alcune cose. Prima di tutto, la disfatta subita dalla Scozia contro l'Inghilterra la settimana scorsa ha scatenato da queste parti un diluvio di polemiche sull'inefficacia degli scozzesi su placcaggi e punti d'incontro, un'onta. Su queste due aree del gioco i nipotini di Braveheart si sono massacrati lavorando duramente per l'intera settimana agli ordini di due vecchie volpi come l'australiano Scott Johnson, il ct ad interim, e Massimo Cuttitta, mago italiano del gioco di mischia. Quando sono scesi in campo con l'Italia, avrebbero lasciato la vita pur di non cedere di un millimetro. La seconda cosa è che hanno incontrato l'arbitro ideale per l'occasione. Il sudafricano Jaco Peyper, ai suoi primi passi internazionali, ha consentito agli Highlanders di lottare spesso al di là delle regole, senza mai chiarire le regole di ingaggio. Così, la pressione sui registi italiani è divenuta invivibile, trasformandoli in due ombre rispetto ai giocatori brillanti protagonisti dell'impresa contro la Francia di una settimana prima.

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