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Luis Enrique, perché deve andarsene

Era possibile ipotizzare una partenza peggiore di questa? Chi mai avrebbe pensato di vedere la Roma eliminata da un modesto Slovan? Chi avrebbe mai pensato di vedere il Cagliari trionfare all'Olimpico? Eppure ci avevano assicurato che finalmente avremmo visto come si gioca al calcio, come si fa ad essere belli e concreti nello stesso tempo. Complimenti ai dirigenti, a quelli che ritenevano che la prima cosa da fare arrivando nella Capitale fosse quello di ridimensionare Francesco Totti. Troppo simbolo, troppo romano. Forse troppo forte, visto il livello degli altri. Così lo umiliano alle prime uscite ufficiali e addio Europa. Storia passata? Speriamo, ma un po' tutti si dovevano preoccupare di partire in un modo decente. Il calcio, come qualunque altro sport, ha delle regole. Alla fine conta solo la vittoria. Le intenzioni, le parole, le lezioni tattiche e i progetti restano cose vuote se non ci sono risultati. Tante belle promesse vanno bene per far sognare i tifosi ad agosto. Per favore nessuna cerchi di indorare la pillola. Se non si tira in porta non si fanno reti. Cioè non si vince. Questa è la regola. E ieri abbiamo visto solo due calciatori che hanno provato a giocare al calcio: Totti e De Rossi. Uno lo volevano rottamare e l'altro rischiamo di perderlo se non si sbrigano a rinnovargli in contratto. Il resto? Buio pesto. Oggi sentiremo i soliti cori: lasciamo lavorare Luis Enrique. Diamo tempo ai giovani di crescere, ci vuole tempo per realizzare il nuovo progetto. Già e intanto la Roma diverte. Gli avversari. E dovremmo stare calmi? Personalmente ho sempre diffidato dei santoni, nello sport come in politica. E diffido sempre chi sposta in avanti la verifica dei risultati. Non c'è mai tempo per aspettare. La vita, come gli avversari nello sport, non aspettano. Così se sabato prossimo i giallorossi prenderanno un altro schiaffo, se non faranno punti non servirà avere pazienza. Ci vuole poco a trovarsi invischiati nelle zone basse della classifica. Luis Enrique è in grado di rivedere le sue idee o continuerà a testa bassa incurante delle batoste? Se non cambia va cambiato. Sognavamo lo scudetto non vorrei che ci trovassimo a dover temere la serie B.

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