Dopo il Mondiale andrà via, c'è il ct designato (Laurent Blanc), ma per tutto Sudafrica 2010 il destino della Francia si chiama ancora Raymond Domenech. I mondiali sudafricani sono il passo d'addio del ct più controverso della storia della nazionale francese, che è comunque vicecampione del mondo in carica. Qualificata con un fallo di mano di Thierry Henry ai danni dell'Irlanda di Trapattoni, la Francia non è amata dai suoi tifosi ed è dilaniata dalle polemiche ma ha un girone facile. Il rischio, però, è di andare fuori come nel 2002. Sono lontani i tempi dei grandi trionfi: il Mondiale vinto in casa nel '98 e l'Europeo del 2000, conquistato ai danni dell'Italia. Da allora i blues hanno conosciuto solo fallimenti e la grande delusione del secondo posto a Germania 2006. Così è scattata inesorabile la rifondazione che ha fatto cadere teste illustri anche tra i giocatori: del nucleo storico resta giusto Thierry Henry, a un passo dalla dorata pensione americana ma capitano al posto di Patrick Vieira che si è visto ritirare, in un colpo solo, fascia di capitano e maglia della nazionale. I due migliori giocatori del gruppo sono i giovani Gourcuff e Ribery, che arrivano al mondiale in condizioni opposte: il primo, dopo aver incantato l'anno scorso, quest'anno è apparso sottotono e qualcuno l'ha accusato di pensare troppo ai mondiali. Ribery, al contrario, ha lottato contro i malanni muscolari e il «sexgate Zahia» ma alla fine ha trascinato il Bayern ad un finale di stagione esaltante. Sull'estro dei due si giocano le speranze dei Bleus, dal momento che l'attacco si basa in gran parte su Anelka. In difesa l'unica vera buona notizia degli ultimi tempi è quella di aver finalmente trovato un portiere, Hugo Lloris, dal momento che Sebastien Frey non viene nemmeno preso in considerazione. Gli inguaribili ottimisti sperano che porti bene il Sudafrica nel girone, come fu all'inizio della marcia trionfale di Francia 1998, i pessimisti leggono oscuri presagi nell'apertura contro l'Uruguay, che è l'incontro sulla carta più difficile e riporta la mente allo 0-0 del 2002 in Corea con espulsione di Thierry Henry.
Francia: in cerca di riscatto

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