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Capitale attesa da esami difficili

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Partiamodall'alta classifica, anzi dal vertice che i biancocelesti presidiano a sorpresa: la trasferta presenta molte insidie, perché Giampiero Ventura e il suo calcio spumeggiante continuano a mantenere livelli di gioco altamente apprezzabili. Ma Edy Reja, al quale vanno gli auguri di buon compleanno da un vecchio amico, ha mostrato più volte una duttilità che la dice lunga sulle risorse tattiche di questa squadra, che dalla compattezza del gruppo e dall'unità di intenti trae ulteriori motivi di conforto, oltre a quelli offerti dalla attuale classifica. Fondamentale, in questo momento, che la Lazio sappia mantenere inalterate la sua capacità di concentrazione e soprattutto l'umiltà che hanno finora prodotto traguardi eccellenti. Dovrà essere sorretta, la capolista, dalla disinvoltura che le ha consentito fin qui di guardare tutti dall'alto, adattandosi alle esigenze tattiche della gara, difficile che Reja possa sottovalutare le peculiarità di un'avversaria che sa sfruttare come poche gli spazi disponibili in contropiede. Gli interpreti, il tecnico li selezionerà come al solito all'ultimo momento, forse con l'ennesima sorpresa in serbo. Molto più tortuoso l'approccio della Roma al ritorno del campionato, dopo una pausa che ha generato più malumori che buone notizie, se non quelle regalate dai lampi europei di Riise e soprattutto di Vucinic, che da questi parti qualcuno ha ancora voglia di discutere. Adesso il tifoso si aspetta qualche scambio epistolare in meno e qualche concreta dimostrazione di serietà, di impegno, di voglia di cancellare i sospetti di spogliatoio spaccato e di scarsa sintonia tra le menti direttive. A cominciare da Ranieri, che ha molti alibi però qualche mossa più felice dovrà pur esibire, a inizio partita o magari a gioco lungo, anche sulle sostituzioni molto si può discutere. Si è ancora in tempo per riprendere a correre. Gianfranco Giubilo

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