Notte prima degli esami. In casa Ferrari la vigilia della gara di Valencia viene vissuta con quel misto di impazienza e timori che precedono sempre una fase cruciale della stagione. E con la consapevolezza che quello che succederà nel week end del Gp d'Europa influenzerà definitivamente il resto del campionato. Al via si presenta una F10 completamente rinnovata nell'aerodinamica. Alcuni sviluppi erano già previsti, e studiati in galleria del vento, prima dell'inizio del campionato. Altri, come gli scarichi rialzati stile Red Bull, sono stati inseriti nei progetti dopo aver valutato il rendimento sulle altre monoposto. Nuovi sviluppi sono previsti anche nei prossimi Gp, ma nessuno sostanziale come questo. A Silverstone arriverà un nuovo estrattore, a Hockenheim una diversa ala posteriore e a Budapest sarà modificato il cofano motore, ma se a Valencia la F10 non dovesse tornare competitiva si tratterà solo di palliativi. C'è da recuperare un distacco di otto decimi dalla Red Bull. Un divario apparentemente incolmabile. Ma anche in Spagna, così come in Canada, alcune variabili potrebbero dare una mano alla Rossa. Innanzitutto il circuito cittadino, fatto di accellerazioni e frenate che esaltano la Rossa e «inibiscono» la Red Bull. In secondo luogo la scelta della Bridgestone di portare ancora pneumatici di mescola media e supersoft. Se la Ferrari si dovesse confermare la vettura più «gentile» con le gomme, potrebbe essere un vantaggio considerevole. Infine, c'è il fattore casalingo. Fernando Alonso davanti al suo pubblico in genere si esalta, e in più ha da farsi perdonare qualche errore di troppo a Montreal. Anche per lui, quella che ha preceduto le libere di oggi sarà una vigilia di tensioni e speranze. Capitolo gomme. Ieri la Pirelli ha snocciolato le cifre del suo impegno in F1 dal 2011. L'impegno dell'azienda italiana sarà di circa 20 milioni di euro a stagione, che però dovrebbero essere coperti interamente dal milione e mezzo versato da ogni team. Si occuperà della produzione, che sarà situata a Izmit in Turchia, un'equipe di cinquanta unità. La vera sfida, con questi numeri «minimal», sarà fornire circa 1.700 pneumatici a gara di alta qualità. Con macchine a serbatoio pieno. La Bridgestone ci è riuscita e si è ritagliata una fetta di mercato pari a quella della Michelin. Ora tocca agli italiani.
Esame Ferrari
