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Ivan Basso vince il Giro d'Italia

Ivan Basso vince il Giro d'Italia 2010

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È finito, con una festa scenografica nell'Arena di Verona, il Giro d'Italia 2010. Ed è finito come ormai tutti si aspettavano dopo le ultime tappe di montagna: col trionfo di Ivan Basso. Una vittoria dai molteplici significati, intanto perché il corridore nella stagione del suo rientro dopo due anni di stop, pareva un pallido parente di quello che avevamo ammirato nel Giro 2006, che dominò. E invece quest'anno Ivan ha dimostrato di aver digerito la lunga transizione post-inattività e di essere tornato agli standard che gli competono. Talmente tornato che, non appena vinto il Giro, già pensa al Tour: ci andrà con grandi ambizioni e convinzioni, ma farà bene a tenere a mente alcuni punti. E cioè che Contador è un avversario molto più forte di quelli che ha piegato al Giro: con tutto il rispetto per costoro, alle spalle di Basso si sono infilati un corridore graziato da una fuga-bidone (David Arroyo, poi bravissimo a difendere il secondo posto), un compagno di squadra che si è votato interamente al suo capitano, e poi corridori forti ma che non hanno mai vinto un grande giro (Scarponi, Evans), o corridori da gt forti ma anzianotti (Vinokourov, Sastre). In Francia il discorso sarà diverso, anche perché non ci sarà la superiorità schiacciante della Liquigas nei confronti degli altri team, che in questo Giro ha avuto un suo peso. C'è però da dire che Basso ha dimostrato di conoscersi molto bene, e gli inviti che ha sempre lanciato ad aver fiducia in lui si rivelano ora assennati. Per cui se lui per primo dice che farà bene al Tour, gli si può concedere un'apertura di credito. Anche perché, poi, in questo Giro ha pedalato lui, e l'ha fatto forte e chiaro: ha meritato la sua maglia rosa sullo Zoncolan e poi nella tappa del Mortirolo, quando ha sgretolato la resistenza dei rivali più temuti, da Evans a Vinokourov. Vince il Giro con 1'51" su Arroyo e lo vince controllando in scioltezza anche l'ultima crono, ostacolo finale verso la consacrazione del bis in rosa. La tappa veronese, ridotta a prologo della grande cerimonia delle premiazioni, ha visto il successo dello svedese Gustav Larsson, che ha preceduto di appena 2" Marco Pinotti autore di un Giro al di sopra di ogni speranza (per il bergamasco nono posto finale), di 17" l'indomito Vinokourov, di 22" Evans e di 23" un Nibali che ha difeso con successo il podio dall'assalto di Scarponi. Il Giro finisce, viva il Giro: ci ha fatti divertire davvero tanto, quest'anno. Forse, ci mancherà un po'.

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