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Mancato ricambio e blocco juventino sono i rischi del ct

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Èstata la rivincita del Sindacato dei calciatori a pubblicare, più di recente, l'interessante studio di un suo collaboratore a proposito della tendenza, sempre più accentuata tra i club italiani, a preferire l'ingaggio di giocatori stranieri, perfino rispetto ai figli di italiani o di immigrati, che sono nati in Italia ed hanno imparato a giocare nei nostri vivai. Naturalmente ci sono eccezioni, specialmente in qualche provincia ben attrezzata come Bergamo e Udine, ma colpisce il fatto che la squadra di gran lunga più forte del nostro campionato, l'Internazionale, schieri tutti stranieri, salvo un solo oriundo italiano Milito, il cui nonno giunse in Argentina dalla Calabria, tanto tempo fa. Non v'è dubbio che l'incremento di buoni giocatori africani, asiatici, sud americani non sia un problema (come sostengono i dirigenti della Lega) ma una risorsa - beninteso, a condizione che i flussi di immigrazione siano gestiti seriamente e collegati razionalmente al nostro mercato del lavoro. Nel campionato non sarebbe male seguire un criterio qualitativo nelle scelte, preoccupandosi di garantire le esigenze di sviluppo del vivaio nostrano che, in fondo, potrebbe giovare sia pur in forme modeste anche alla lotta contro la disoccupazione giovanile. Tornando all'imminente viaggio della carovana azzurra, che naturalmente Lippi spera di riportare ai fasti celebrati quattro anni fa in terra tedesca, vale la pena di ricordare che il nostro quarto (!) titolo mondiale non si risolse in una passeggiata turistica nei giardini di Berlino e di Amburgo. Superammo con una certa tranquillità gli incontri iniziali con Ghana, Stati Uniti e Repubblica Ceka, ma la fase conclusiva richiese agli azzurri una dura fatica, prima con i padroni di casa tedeschi, poi nel confronto drammatico con la Francia che, oltre a costringerci a disputare i tempi supplementari e a misurarci sui "rigori" (l'errore di Trezeguet e lo scontro fra Materazzi e Zidane, un episodio che somiglia alla lontana a quello del calcione di Totti a Balotelli), segnarono la cronaca della storica, ma travagliata vittoria. Naturalmente, a circa un mese dalla inaugurazione dell'edizione sud-africana (evento memorabile nella storia dei popoli ex-coloniali, che speriamo non sia turbato da esplosioni di violenza), non è ancora possibile prevedere la formazione su cui il ct azzurro finirà per puntare, anche se il passaggio di quattro stagioni fa e la politica esterofila dei nostri club ci fanno temere che il cambio della guardia, necessario almeno in alcuni ruoli-chiave come il coordinamento della difesa, la regia di centro-campo e la scelta di una punta avanzata molto prolifica, non sarà semplice. Forse a renderla ancor più complicata potrebbe intervenire la fedeltà, commovente ma rischiosa, di Lippi al blocco juventino, in realtà sgretolato anche psicologicamente da quest'ultima sfortunata stagione. Fidiamo nella competenza e nella saggezza del tecnico, per evitarlo.

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