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Roma, serve un miracolo

Francesco Totti

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Ci vorrebbe un miracolo. Un altro. Come se non bastasse la fantastica rimonta iniziata a novembre e interrotta bruscamente domenica sera. La Roma si allontana dal sogno scudetto e non trova conforto guardando il calendario. Parma, Cagliari e Chievo sulla strada dei giallorossi, Lazio, Chievo e Siena gli ostacoli abbordabili di un'Inter nuovamente con il pallino in mano. I giallorossi hanno un solo vantaggio nella volata finale: arrivando a pari punti si prendono il tricolore. Ci vorrebbe un miracolo. Non per forza domenica sera, quando la Lazio dovrebbe fare qualcosa contro la sua natura. E allora forza Chievo e forza Siena. Più forza Siena. Perché il presidente dei veronesi è interista, mentre quello dei toscani tifa Roma. Ci vorrebbe un miracolo. Ranieri non intende mollare. Lo ha detto forte e chiaro nel post-partita e lo ripeterà fino allo sfinimento ai giocatori da oggi in poi. «Vinciamo le nostre tre gare e poi vediamo» il concetto logico che vuole inculcare nella testa di una squadra abbattuta ma che è già stata avvertita dal suo condottiero: «Voglio solo giocatori che ci credono ancora, chi non ci crede si faccia da parte». Anche la Sensi mantiene viva la speranza. Ieri ha riunito tutti i dirigenti e ha chiesto di abbandonare il profilo basso tenuto nell'ultimo periodo. Le dichiarazioni di Montali hanno dato il via alla nuova strategia. Ci vorrebbe un miracolo. Quello in cui una buona parte dei tifosi romanisti crede ancora. C'è chi ha dormito in macchina dopo il ko della Samp per garantirsi un posto a Parma domenica. I 2.500 biglietti del settore ospiti sono andati esauriti in poche ore: la più bella risposta dell'ambiente alle «coltellate» di Pazzini. La Roma ha chiesto altri biglietti, domani a Parma una riunione in cui si deciderà il piano. A Trigoria sperano di ottenere un altro migliaio di tagliandi, complice lo spostamento degli abbonati gialloblù in altri settori. Un giusto premio ai romanisti. Che a tifare Lazio non ci pensano proprio. Anche questo sarebbe contro natura. Ci vorrebbe un miracolo. Nove punti della Roma, contro massimo sette dell'Inter. Il risultato di domani a Barcellona può pesare. Per i nerazzurri si va dal rischio depressione in caso di sconfitta, al pensiero fisso e lungo quasi un mese di una finale inseguita da tanti anni. La Champions si assegna il 22 maggio, sei giorni dopo lo scudetto. E il 5 maggio Roma e Inter si contenderanno la coppa Italia. Il campionato più bello degli ultimi anni si gioca sui nervi. Ma quei due punti in più a tre metri dal traguardo rappresentano una vantaggio non indifferente. Probabilmente decisivo. Ci vorrebbe un miracolo.

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