La vittoria in Finlandia tiene viva la speranza.
DagliEuropei di Spagna del 2007, passando per la qualificazione diretta per la Polonia mancata in inverno, l'involuzione del gioco è stata la costante. Non c'erano e non ci sono idee che sviluppino una trama univoca, tutto è affidato all'improvvisazione, ed alle irritanti forzature, dei più talentuosi. E allora da questo successo su una volenterosa Finlandia c'è solo il risultato da conservare tra i ricordi. C'è chi oggi esalta il cuore, chi guarda i freddi numeri e sottolinea l'apporto dei canadesi. Beati loro. Questa Nazionale non è altro che l'esatto specchio del movimento che rappresenta: un gruppo confusionario dove l'interesse dei singoli sembra sempre avere la meglio sul bene comune. Difficile, allora, credere nel prossimo miracolo in terra di Francia.
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