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Speranza o scudetto

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Meno sette, più dieci: rispettivamente, i turni ancora disponibili per arrivare al traguardo del campionato, i punti di vantaggio della capolista sulla più immediata inseguitrice. Un ritardo che lascia margini esigui alle speranze e ai sogni della Juventus, attenta anche a guardarsi le spalle dalla rincorsa del Milan, ora a sole due lunghezze. Un ribaltone potrebbe determinarlo soltanto un autentico crollo in verticale dell'Inter, che per ora ha concesso soltanto qualche occasionale, piccola distrazione: come il vantaggio di due gol vanificato sabato scorso, di fronte al Palermo, da un calo di attenzione poco giustificabile. Ecco dunque che la sfida più attesa della stagione diventa una sorta di esercitazione accademica, da una parte un prestigio da salvare, anche se la stagione gestita da Ranieri va considerata più che dignitosa, dall'altra la chance di scrivere la parola fine al romanzo dello scudetto con largo anticipo sulla data di scadenza. La proiezione sulle cifre attuali, 73 punti in 31 partite, suggerisce per l'Inter un arrivo a novanta punti circa, numeri significativi per un campionato che, a differenza della stagione scorsa proponeva alla favorita un lotto di concorrenti ben più qualificato, secondo i suggerimenti della storia e della tradizione. Il ruolo di padrona del calcio nazionale, la formazione di Mourinho non è riuscita a ritagliarselo in Europa, uno degli obiettivi più ambiti dopo i ricorrenti fallimenti degli ultimi anni, però il suo destino ha avuto largo seguito in Italia, la Fiorentina subito fuori prima dalla Champions e poi anche dall'Uefa, Juventus e Roma senza fortuna negli ottavi di finali dopo avere vinto i loro gironi eliminatori. E dunque il rimanente traguardo i nerazzurri hanno tutte le intenzioni di tagliarlo da dominatori. Tenterà la Juventus, con il carattere e la grinta che costituiscono due storiche prerogative della squadra più titolata d'Italia, di restituire al campionato un piccolo soffio vitale, riducendo il distacco a più umane dimensioni. Ranieri avrà il conforto del ritorno di Amauri, per altro soltanto per la panchina, ma le assenze di Sissoko, Camoranesi e Marchisio non sono irrilevanti. Alex Del Piero, la bandiera che non tradisce, sarà affiancato probabilmente da Iaquinta, garante di condizione ottimale, parametro non riferibile all'alternativa Trezeguet. Alla vigilia, Mourinho è apparso sorridente e sereno, atteggiamento che è lo specchio di una squadra confortata da una classifica sontuosa e neanche minimamente turbata dalle ormai consuete follie di Adriano, che dovrebbe avere concluso ingloriosamente la parentesi italiana. Ritrovato il fondamentale Julio Cesar, la sola assenza pesante sarà quella di Maicon, per il resto la scelta tra Cruz e Balotelli suggerisce tutto il livello delle alternative in panchina e magari anche in tribuna. Arbitrerà Farina, carattere suscettibile fin troppo, ma anche garanzia di collaudata esperienza. Offrirà, il sabato degli anticipi , anche un'altra classica di eccellente livello, con il Genoa votato a difendere il quarto posto dall'insidia della Lazio, in visita a Marassi dopo il trionfo nel derby. Da verificare però quali margini di attenzione rivolgerà, la formazione romana, a un impegno che precede di pochi giorni il viaggio a Torino per la semifinale di Coppa Italia con la Juventus, ben più ambizioso obiettivo.

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