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Lotito: Rossi è il futuro della Lazio

Parole, parole, parole. Non è una riedizione di una delle più belle canzoni di «Mina» ma il motivetto più gettonato nella telenovela legata alla conferma di Rossi sulla panchina della Lazio. Mentre per il tecnico sfuma l'ipotesi-Napoli che ha scelto Donadoni, Lotito continua ad elogiare il suo allenatore, da mesi annuncia la soluzione della vicenda con la firma del nuovo accordo in scadenza a giugno. Le dichiarazioni del presidente hanno avuto il grande pregio di non cambiare a seconda dei risultati, anzi durante il periodo nero il numero uno del club ha ribadito la fiducia nel progetto cominciato con Rossi. Adesso poi con quattro vittorie consecutive arrivano nuovi attestati di stima per un allenatore che sta facendo interamente il proprio dovere. Perlomeno stavolta il presidente fissa una data per chiudere il capitolo: «Delio Rossi ha ragione a dire che anche lui deciderà del suo futuro. Ma da parte della Lazio, e la mia posizione in tal senso è chiara, Rossi rappresenta il presente e il futuro della società. Le tempistiche del contratto devono essere idonee. Il 30 giugno non posso certo andare dal tecnico a chiedergli di firmare il rinnovo del contratto perchè sarebbe troppo tardi. Sicuramente tra non molto tempo andrò da Delio con un progetto concreto, che prevede anche lo stadio, e un organico inattaccabile dal punto di vista dei rinnovi di alcuni giocatori (Pandev, ndr) e dei riscatti di Zarate e Matuzalem. Rossi è una persona seria, è un valore aggiunto e il perno del nostro progetto». Infine la certezza che entro aprile il destino di Rossi sarà compiuto. Lotito ha infatti precisato la normativa sugli allenatori: «Fino al termine di maggio Rossi non può interloquire con nessun'altra società, e quindi escludo che possa essere tardi quando ci incontreremo per discutere del rinnovo». Come a dire che entro un mese e mezzo si saprà anche se la situazione resta ancora in bilico quasi fosse una partita positiva o negativa a determinare la decisione del club. Senza tralasciare poi la risposta di Rossi all'eventuale proposta. Con tante panchine eccellenti in bilico Fiorentina, Palermo, forse anche Milan e Juve) e un prevedibile valzer di tecnici, Rossi potrebbe anche decidere di cambiare aria. E a quel punto tornerebbero in ballo Giampaolo (Siena), Acori (Livorno) e Mazzarri (Samp) che però non entusiasmano la piazza tanto da far dire anche ai contestatori di Rossi: «Meglio tenersi Delio». Giusto.

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