{{IMG_SX}} Juve apripista, nella rincorsa italiana ai quarti di finale: la sfida con gli inglesi si era aperta con presagi infausti, due sconfitte di misura alle quali porre rimedio e un pareggio interno insidioso, perché la sentenza è affidata all'Old Trafford, tempio di quella che, con il Barcellona degli artiglieri, va considerata la squadra più forte del mondo. In presenza di un momento tragico per gli organici delle nostre, tra squalifiche, poche, e infortuni, a raffica, si rischia di pagare un prezzo esoso alla crisi del settimo anno, nei quarti della Champions non accade apunto da sei anni che l'Italia calcistica non registri una sola presenza. Potrebbe accadere anche questo, perché Juventus, Roma e Inter sono tutte alle prese con problemi di ardua soluzione, sarebbe temeraria l'ipotesi di un en-plein italiano, quello inglese riscuote logicamente un credito largamente superiore. Gli umori non erano così neri dopo la pur non felicissima conclusione del turno di andata, in fondo l'Inter sembrava in grado di imporre un pari con gol all'United, le altre due si affidavano al tifo amico per ribaltare il minimo degli svantaggi. Anche se lo zero a uno in trasferta è molto scomodo: puoi ribaltare i valori, trovarti con due reti di vantaggio a un passo dal traguardo e poi basta una disavventura per consegnare il pass ai rivali, Carletto Mazzone vive ancora l'incubo dello Slavia Praga. Ma logicamente su queste due serate prestigiose lasciano un'ombra pesante le defezioni a catena, che vengono ad aggiungersi ai mancati recuperi dopo infortuni soltanto in apparenza poco allarmanti. Domani sapremo su quali organici potranno contare Spalletti e Mourinho, rispettivi reparti fondamentali da improvvisare, il centrocampo per la Roma, la difesa per l'Inter. Con De Rossi squalificato e Perrotta fuori uso, la sola consolazione è il possibile ritorno di Aquilani, un autentico mistero buffo per le ricorrenti soste in infermeria, si è rotto anche Cicinho, Panucci fuori lista, da verificare il livello di efficienza di Totti, precari gli allenamenti. L'Inter soffre pesanti mutilazioni in difesa, il solo Samuel può recuperare, il tecnico spera di non dover sottrarre ancora al centrocampo il mostruoso Cambiasso di Genova. Però la prima risposta è chiamata a darla la Juventus, a sua volta priva di Legrottaglie e di quel Sissoko la cui stagione si è fermata al derby faticosamente vinto, il Chelsea di Hiddink è a ranghi quasi completi e ritrova dopo sei mesi un pilastro prezioso come Essien, sarà durissima per i bianconeri che annunciano Del Piero e Trezeguet, forse Amauri, tra Italia e Brasile, non trova posto neanche a Torino. L'arbitro della sfida sarà Undiano Mallenco, con gli spagnoli le nostre squadre raramente hanno avutro fortuna, dunque allarme anche per la Roma con l'arcigno Mejuto Gonzales. Complimenti alla sensibilità dell'Uefa: l'Inter avrà il tedesco Stark, quello della rissa di Valencia con relativa pioggia di squalfiche, difficile possa dirigere con animo sereno.
Champions, assalto al dominio inglese
