In un clima ovattato, eccessivamente salottiero, rotto solo dalla salaci battute a Garri dei suoi ex tifosi, la Virtus è scesa sul parquet troppo molle per poter indirizzare la partita. La squadra è stanca ed è evidente dalla difficoltà che la quasi totalità dei suoi uomini, eccezzion fatta per Jaaber e De La Fuente, hanno avuto nel contenere le giocate in uno contro uno dei diretti avversari. E in questo fondamentale l'Angelico ha giocatori maestri, come Gaines, Jerebko e Smith, che da subito hanno mostrato le difficoltà nel sistema difensivo capitolino. Gentile per ovviare ha scelto spesso la carta della zona. Spenta la fiammata iniziale di Gabini, uno che non sa mai distinguere tra un tiro equilibrato e una forzatura, la Virtus s'è trovata a inseguire. Garri ha trovato punti importanti e lo stesso ha fatto Brunner, tanto brutto a vedersi quanto concreto. È stato lui ad insaccare il +7 ospite (16-23). Merito della Lottomatica rimanere aggrappata alla partita. Roma ha sorpassato una prima volta sul 25-24 operando poi un piccolissimo strappo alla metà della contesa, sospinta da Jaaber, che le ha consentito di andare al riposo sul 40-36. Negli spogliatoi Gentile deve aver sonoramente scosso i suoi, tornati sul legno più motivati. Brezec ha continuato a fare la voce grossa vicino al tabellone (7 punti ed 8 rimbalzi) ma è stato Jennings a dare la svolta. Recuperi, canestri, assist, insomma il campionario di giocate che lo rende appetibile alla Nba. E con lui ci ha messo qualcosa anche Becirovic e così, con il solito Jaaber, la pratica è stata archiviata. Ora si punta ad Atene, giovedì per la terza della top 16, quindi la sfida, durissima, domenica a Teramo.
Roma record
Contro Biella il nono successo di fila Eguagliata la serie della scorsa stagione