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Totti

Poi ha messo un punto, «per motivi fisici e non tecnici - spiegò il giorno del suo addio - mi dispiace, ma la salute è la cosa più importante». L'incidente al ginocchio dello scorso aprile lo ha convinto ancor di più di aver fatto la scelta giusta. Ma nel frattempo qualcosa è cambiato. Un qualcosa che ha un nome e cognome: Marcello Lippi. Tornato sulla panchina azzurra, il ct Mondiale ha rispettato la scelta di Totti (e di Nesta), tenendo però aperta una porta ad eventuali ripensamenti. Non lo ha detto, non lo farà mai, ma se ci fosse anche solo una piccola possibilità di un ritorno del romanista in azzurro, Lippi non ci penserebbe due volte a chiamarlo. E Totti non potrebbe dire no al ct «amico». Questione di riconoscenza, un valore che Francesco non ha mai smarrito. Il giorno dopo il terribile infortunio del 2006, Lippi si presentò in clinica e gli disse: «Pensa a recuperare e io ti porto al Mondiale». Sappiamo tutti come è andata. I due hanno mantenuto un ottimo rapporto negli ultimi due anni. Non solo. Nel gruppo azzurro è rientrato anche il preparatore personale di Totti, Vito Scala, che Lippi ha rivoluto con sé dopo l'esperienza vincente in Germania. Un segnale? Sì, come la presenza nello staff della Nazionale di un certo Angelo Peruzzi, altro grande amico del capitano romanista. Due indizi non fanno una prova, però. Ne serve un terzo. E deve arrivare dal diretto interessato che un altro Mondiale lo giocherebbe volentieri. Tutto dipenderà dalla sua condizione fisica. Le ultime prestazioni - cinque gol in otto partite - fanno finalmente sperare che l'infortunio al ginocchio sia alle spalle. Totti sta meglio e riesce ad allenarsi con una discreta continuità. I suoi prossimi obiettivi sono noti: spingere la Roma fino al quarto posto in campionato e inseguire il sogno della finale di Champions all'Olimpico. A suon di gol: per entrare nella top ten la classifica dei cannonieri di sempre di serie A gli mancano soltanto cinque reti. Prima del Sudafrica ci sarà poi un'altra stagione intera per testare le sue condizioni fisiche. Solo allora, a ridosso del Mondiale, Totti potrebbe fare un pensierino alla maglia dell'Italia. Se quando starà per compiere 34 anni Lippi avesse bisogno di lui, non se la sentirebbe di dirgli «no». Il problema di come verrebbe accolto nel gruppo azzurro è relativo. Diversi «senatori» sono gli stessi di Germania 2006. Buffon, Cannavaro, Gattuso, tutti amici del capitano giallorosso. Come De Rossi e Perrotta, ormai veterani anche loro. Nessuno si opporrebbe al ritorno del giallorosso. Anche se non avrà giocato neanche un minuto delle qualificazioni. Perché per alzare un'altra coppa al cielo c'è bisogno di gente come Totti. Con tutto il rispetto per Pepe e Quagliarella.

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