Panucci, per esempio, potrebbe firmare per qualsiasi squadra già dal prossimo 1 febbraio visto che è legato al club giallorosso fino a giugno 2009. Juan ha due anni di contratto in più rispetto al collega di reparto ma una clausola pattuita ai tempi del suo arrivo nella Capitale gli consentirebbe di scegliere un nuovo club pronto a pagare 7 milioni di euro per il cartellino. Sono proprio il rinnovo del brasiliano e quello di Aquilani la priorità della Roma. Due «spine» da togliersi di dosso il prima possibile. Ma anche due casi molto diversi fra loro. Il problema con Juan è di natura economica: ora guadagna circa un milione e seicentomila euro più i premi, basterà alzargli lo stipendio fino a due milioni per prolungare l'accordo e non rischiare di perderlo. Su di lui sono puntati addosso gli occhi di diversi club italiani e non solo e in caso di rottura con la Roma, il giocatore non faticherebbe a trovare una squadra pronta a sborsare 7 milioni. L'obiettivo della società è accontentarlo e liberarsi al tempo stesso della clausola. Ben più complesso il caso di Aquilani, che periodicamente si ritrova al centro di chiacchiere e previsioni più o meno centrate riguardo al suo futuro. I fatti: l'attuale contratto dell'azzurro scade nel 2010 e le parti sono rimaste piuttosto distanti dall'accordo economico dopo l'ultimo incontro andato in scena mesi fa. Da allora nessuno aggiornamento «ufficiale» e tante parole. Un quadriennale da due milioni a salire la richiesta che la Roma al momento non può (non vuole?) soddisfare. Aquilani è pieno di dubbi e sempre più seccato. Tra infortuni e concorrenza nel ruolo, non è ancora riuscito a ritagliarsi all'interno della squadra lo spazio e la considerazione dei suoi «fratelli» romani e romanisti Totti e De Rossi. Le discussioni sul suo rinnovo scatenano il dibattito e le critiche tra i tifosi e lui non riesce a tapparsi le orecchie. Così ieri, dopo gli ultimi «spifferi» torinesi e la replica di Pradè, è arrivato a Trigoria col morale sotto i tacchi e la voglia di rompere il silenzio. Un gruppetto di romanisti ha provato a rincuorarlo dedicandogli uno striscione: «Aquilani non si tocca». Idea condivisa dal diretto interessato. «La mia priorità è la Roma, voglio restare qui» assicura il centrocampista giallorosso che dopo l'allenamento si è confrontato con i dirigenti e ha preferito non aggiungere altro per non gettare altra benzina sul fuoco. Bruno Conti ha tenuto a precisare che «con Alberto, con cui ho un rapporto quotidiano, non ho mai parlato di cessione». In questo momento la società non può e non vuole accelerare i rinnovi: c'è una classifica da risalire e soprattutto la situazione debitoria della controllante da sistemare entro dicembre. È assai probabile, quindi, che con Aquilani e il suo entourage si fisserà un appuntamento nell'anno nuovo, con Juventus e Inter spettatrici assai interessate. Risolti i casi più spinosi, si penserà agli altri contratti con scadenza 2010: Pizarro chiede anche lui un aumento, su Perrotta e Taddei peseranno valutazioni tecniche, mentre per Cassetti (2010) e Vucinic (2011) c'è più tempo per ragionare. Ma il montenegrino è stanco di guadagnare un terzo di molti suoi compagni. Avvistato ieri a Trigoria il procuratore di De Rossi e Montella, Sergio Berti. Nessun risvolto di mercato: l'agente doveva far firmare al centrocampista il contratto per la sua partecipazione come testimonial del videogioco Fifa 2008.
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