Sport

Accigliato, a dir poco. Ranieri non ...

E poco importa al tecnico romano che Amauri e Iaquinta vorrebbero averli in tanti nell'attuale serie A. Poco gli importa perché «questa morìa fisica di giocatori non la volevo. Spero colga l'occasione chi di solito ha meno spazio». Frase di circostanza, ma altro non si poteva dire. E comunque, oltre a Trezeguet, oggi a Cagliari non ci saranno neppure Del Piero (fermo per precauzione, visto il dolore accusato al ginocchio destro), Camoranesi (caviglia destra) e Zanetti (ancora in recupero dai soliti malanni muscolari). E probabilmente finirà in panchina Poulsen, che benissimo non sta. «L'anno scorso abbiamo perso troppi punti con le piccole e il Cagliari ci impose il pari in casa nostra: dovremo migliorarci». Logico. Anche se il pensiero torna a Trezeguet. «È una tegola che non ci aspettavamo, non credo che si sia sbagliato nulla nel gestirlo». Lo dice cercando di essere il più possibile convincente, pur non riuscendoci fino in fondo. Il problema al tendine rotuleo era conosciuto, la preparazione è stata più che mai personalizzata, eppure si è arrivati alla decisione di operare senza che la stagione sia entrata nel vivo. «Non sono un dottore - butta lì Ranieri - Non so se finire sotto i ferri sia la miglior cosa. So solo che perdo il vice-capocannoniere dello scorso campionato». Chiuso. E sotto con il Cagliari. Contro cui giocheranno Amauri («la pressione e le responsabilità, dopo tutta la gavetta che si è fatto, non lo freneranno») e Iaquinta, con Giovinco quasi unica alternativa al reparto offensivo. «Camoranesi, Del Piero e Trezeguet non avrebbero comunque giocato», ammette Ranieri. Sarebbe stata la domenica del turnover: sarà invece la giornata in cui il gioco delle coppie, soprattutto in prospettiva futura, dovrà dimostrare di funzionare davvero. Dom. Lat.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.