«L'Italia si merita un sette più - dice il presidente della Fis Giorgio Scarso - Abbiamo lasciato molte medaglie in giro, ma siamo soddisfatti. Avevo pronosticato quattro o cinque medaglie, ne sono arrivate sette». L'atleta da copertina rimane la Vezzali, l'unica capace di vincere tre olimpiadi consecutive. Ma anche lei comincia ad avere i suoi anni. La sua volontà è di continuare fino a Londra, con il sogno di fare la portabandiera. Si conclude invece qui la carriera di Giovanna Trillini. L'ex olimpionica di Barcellona lascia senza rimpianti. Per il suo addio avrebbe meritato almeno una medaglia, possibilmente l'oro a squadre. Non è stato così, anche per qualche svista arbitrale che l'ha fatta sentire ingiustamente una «perseguitata». Ora farà la mamma a tempo pieno. Nel fioretto appende le scarpe al chiodo Salvatore Sanzo. Anche lui avrebbe concludere in bellezza con un oro e non ci è riuscito. Nella sciabola un campione al bivio è Luigi Tarantino, ma soprattutto Montano. Dopo l'oro di Atene è diventato famoso. Ma il fatto di essere diventato personaggio da rotocalco gli ha creato molte invidie nel mondo della scherma. Lo davano per finito, invece anche se non è riuscito a ripetersi come la Vezzali nell'individuale, si è rifatto nella gara a squadre trascinando l'Italia al bronzo. Nella sfida conclusiva con i russi è stato lui a mettere l'ultima stoccata del 45-44. I russi non sono più l'invincibile armata di un tempo, Pozdnyakov, monumento della sciabola, è solo la copia sbiadita del grande campione che è stato (olimpionico di Atlanta e cinque mondiali). Eliminato nell'individuale, deludente anche nella gara a squadre. Dopo aver perso in maniera incredibile la semifinale con gli Stati Uniti, stracciati poi in finale dalla Francia, i russi erano dati favoriti per il bronzo: quest'anno avevano già battuto tre volte l'Italia e nell'ultimo match di Coppa del mondo gli azzurri erano stati surclassati. Ancora frastornata dal ko in semifinale con la Francia, l'Italia ha lottato con le unghie subendo all'inizio la pressione dei russi. Quasi sempre sotto nel punteggio gli azzurri hanno ritrovato però compattezza: l'esperienza di Pastore al posto di Occhiuzzi ha avuto il suo peso. Prima dell'ultimo assalto la Russia conduceva ancora (40-38). Poznyakov è arrivato a un punto dal bronzo (44-42). Ma a quel punto è venuto fuori l'orgoglio di Montano: tre stoccate di fila e l'Italia è tornata ancora sul podio. Per l'ultima volta.
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