Abbiamo agguantato quella finale che per due anni da giocatore ho sfiorato ma non ottenuto. Ma va benissimo così». Al suono della sirena di gara-3 contro Avellino il Presidente Claudio Toti non ha trattenuto le lacrime. «Lui è prima di tutto un tifoso. Per il terzo anno di fila Roma sarà rappresentata in Eurolega e contro Siena si giocherà lo scudetto. Lo ringrazio per avermi dato l'opportunità, quando ho smesso di giocare, di rimanere in questa società». Repesa ha detto che questa squadra, comunque vada con Siena, è già nella storia. «Sottoscrivo. All'inizio della stagione avevamo detto che arrivare a giocarsi il titolo era il nostro obiettivo. Lo abbiamo fatto ma passando attraverso una annata travagliata. La finale mancava da troppo tempo, ma l'abbiamo conquistata con autorità vincendo, contro Cantù ed Avellino, sei partite su sette». Ma la Virtus può conquistare lo scudetto? «Non siamo certo appagati: la squadra è in un ottimo momento di forma. Sappiamo che Siena è forte, che ha raggiunto la Final Four d'Eurolega. Avranno anche il fattore campo dalla loro. Ma noi ci crediamo e vogliamo arrivare fino in fondo». C'è un giocatore simbolo che incarna lo spirito di questa Virtus? «Dico il gruppo e non lo faccio per nascondermi. In ogni quarto di ogni partita dei playoff c'è stato qualcuno che ha saputo ergersi sugli altri. Ma poi penso alla difesa ed è naturale capire che il merito è della squadra». Ma se si fa il nome di Hawkins? «David da una carica pazzesca a tutti, è una forza della natura. Sono stato suo compagno in campo:so cosa prova quando arrivano i playoff». La squadra sopra i singoli. Merito di Repesa? «Jasko è un vincente, lo dimostrano i risultati. È stato bravo a trovare la chimica giusta in una squadra che a causa degli infortuni è stata stravolta». Eppure c'è chi dice che a fine stagione sarebbe pronto a fare le valigie. «La società crede in lui. E lui ha sposato con noi un progetto triennale. Andremo avanti insieme per far restare Roma tra le grandi d'Europa».
«Lo scudetto non è solo un sogno»
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