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Rino Tommasi MELBOURNE ...

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A livello di secondo turno alcune sconfitte erano scontate ed alcune, in particolare quella di Seppi contro il russo Youzhny lascia spazio se non al rimpianto, almeno a qualche motivo di moderata soddisfazione. In quanto alla Schiavone è giusto ricordare che è la tredicesima volta (su trenta partecipazioni) che la tennista milanese risulta la migliore in campo italiano in una prova dello Slam. Purtroppo le speranze che riesca ad allungare la sua permanenza non sono molte se si considera che la sua prossima avversaria è la belga Justine Henin, vale a dire la prima giocatrice del mondo. È questo un alibi che mi obbliga ad una riflessione. Ieri ad esempio ho visto Simone Bolelli, che molti considerano una delle nostre migliori speranze, preso a pallate dal serbo Novak Djokovic. È stato l'equivalente tennistico di un ko, una partita che è sembrata già finita dopo il secondo game nel quale il bolognese ha ceduto il servizio da 40-0. Ora sappiamo tutti che Djokovic è la più interessante alternativa ai primi due giocatori del mondo, ai quali ha già preso le misure in più di una circostanza ma io mi domando perché i fenomeni sono sempre gli altri mentre noi non ne abbiamo più uno da ben 25 anni. Non pretendo un numero uno ma almeno un giocatore competitivo ai massimi livelli. L'ultimo che abbiamo avuto è stato Adriano Panatta, la cui miglior classifica è stata numero 4 ma che nel 1976 ci ha regalato le vittorie del Roland Garros e degli Internazionali, oltre ad una Coppa Davis. Poi più niente. Qualche talento sfiorito come Camporese e Canè, qualche operaio di buona volontà come Gaudenzi e Furlan, tutti giocatori che al massimo hanno fatto qualche timida comparsa tra i primi 20. Ed anche le ragazze, che pure sono state complessivamente più brave come Raffaella Reggi e Silvia Farina, prima della Schiavone, non sono mai riuscite a mettere un piede tra le prime dieci. Dobbiamo credere che il tennis non sia adatto ai nostri giovani oppure dobbiamo pensare che ci sia qualcosa che non va nella nostra organizzazione tecnica? Facevo queste riflessioni mentre assistevo al massacro di Bolelli contro il serbo Djokovic e più tardi all'umiliazione di Tathiana Garbin da parte di Anna Ivanovic, alla quale sono bastati 24 minuti per vincere a zero il primo set. Certo erano sfide improponibili ma perchè ci sono sempre i nostri nella parte della vittima? Qualche impiegato della Federazione mi dipinge come nemico del nostro tennis ma lo sport, per fortuna, non è come la politica dove le elezioni le vincono tutti. Qui contano i risultati e questi purtroppo parlano chiaro. Il discorso sugli italiani mi lascia poco spazio per i grandi protagonisti stranieri. Ma tanto, purtroppo, da domani potrò occuparmi solo di loro...

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