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Allo spagnolo della Honda l'ultima gara della MotoGp a Valencia

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Benino invece Dani Pedrosa, sul gradino più alto del podio per la seconda volta quest'anno, dopo Sachsenring. Sul filo di lana lo spagnolo riesce nell'impresa di scavalcare in classifica un Rossi a secco di punti e conquistare la seconda posizione. Valentino Rossi, dal canto suo, finisce un anno sfortunato con la sorte che sceglie di non cambiare atteggiamento nei suoi confronti anche nell'ultimo fine settimana di gare. Anzi, se possibile, rincara la dose. I segnali erano in realtà arrivati già dalle qualifiche, con la brutta caduta che era costata al pesarese tre fratture scomposte alla mano destra, mettendolo nella quasi impossibilità di partecipare alla corsa. Il tutto, con Pedrosa che sarebbe stato fermato anche con la conquista di un solo punto. Ma da quando ha iniziato a correre Valentino non hai mai mancato l'appuntamento con il semaforo verde e quindi, tra infiltrazioni e antidolorifici in abbondanza, la scelta del ragazzo è stata quella di stringere stoicamente i denti. Ma mentre lì davanti Pedrosa costruiva una gara senza patemi, controllando su Stoner che tallonava, nelle retrovie il Dottore (partito penultimo) recuperava posizioni per portarsi in zona punti cercando di controllare la sua M1 con la mano del gas intorpidita dai medicinali. Questo per 19 giri, ovvero quando Rossi è stato costretto al rientro ai box. Non dal dolore però, ma da un guasto tecnico. Morale: vince Pedrosa, seguito da Stoner e Hopkins, con Valentino a dir poco infuriato. «Non so cosa sia successo, non è neanche più sfiga - si è sfogato davanti alle telecamere - è una cosa quasi comica. Stavo facendo una gara tranquilla, mi bastava un punto. Mi sono fatto bucherellare la mano per poter correre con tre fratture». L'amarezza arriva dopo una stagione in cui la Yamaha non è stata competitiva: «La situazione è disastrosa: la moto era lenta e io facevo fatica, oltretutto poi si rompe. Andrò a parlare con i giapponesi, io sono Valentino Rossi, non posso correre con la moto più lenta di tutti. Ci manca solo che mi infili la divisa e veda di farla andare più veloce. Se qualcuno non si sveglia il prossimo anno correre in queste condizioni sarà un problema. Di sicuro oggi il secondo posto non l'ho perso io, ma la Yamaha». Poi in serata la rottura con la Michelin: «Passo alla Bridgestone, quest'anno le gomme sono state il mio problema principale».

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