Non è un segreto che Spalletti si al momento il tecnico più ambito dell'intera serie A e forse di buona parte del Vecchio Continente. Nessuna squadra gioca il calcio che la sua Roma riesce a esprimere e con il materiale che ha a disposizione il tecnico toscano è riuscito davvero a far miracoli. Il record dello scorso anno (calcistico), quel secondo posto arrivato a seguito della mannaia di Calciopoli, poi una stagione iniziata col vento in poppa sempre in scia all'Inter dei miracoli. Luciano Spalletti, con un contratto sul tavolo pronto da firmare (è come se lo avessi già fatto e non ci saranno problemi» ha detto a più riprese il tecnico giallorosso), pensa al futuro ma traccia un bilancio del 2006 da incorniciare che ha vissuto sulla panchina della Roma. È lui l'uomo «nuovo» del calcio italiano per l'anno che si conclude oggi e la Roma è convinta che sarà così anche in futuro visto che gli ha messo in mano le chiavi ella squadra: e non solo. Spalletti non ha dubbi su quale sia stata la squadra che ha espresso il miglior calcio nel 2006: la sua Roma. «Dicono tutti che siamo stati noi a giocare il calcio migliore, e mi hanno imposto di crederci. Ma io penso che possiamo ancora migliorare il gioco apprendendo anche da quello che fanno squadre come il Palermo e la Fiorentina». Nessuna incertezze nemmeno su quella che è stata la squadra rivelazione del 2006, per la quale Spalletti sceglie addirittura una coppia: «Atalanta e Catania». Inutile chiedergli dunque quale sia la squadra che in sta stagione è stata la conferma che tutti si aspettavano: «La Roma ovviamente, ma anche Palermo e Fiorentina». Si irrigidisce quando gli chiediamo quale sia stata invece la delusione di questa prima parte del campionato di A. Se la cava con una battuta: «Si dicono gli evviva e non gli abbasso». Gli torna il sorriso sul giocatore che si è messo più in luce, anche se a sorpresa non fa nomi altisonanti. «In serie A, se devo essere onesto, non c'è stato qualcuno che mi ha particolarmente sorpreso, anche se di ottimi giocatori ce ne sono moltissimi. In serie B invece c'è un giovane del Cesena, al momento infortunato, che mi ha davvero impressionato: è un mediano e si chiama Pestrin». Inevitabile, facendo bilanci di fine anno, parlare dello tsumani Calciopoli che ha travolto il calcio italiano. Maremoto che però, secondo Spalletti, non ha cambiato granchè dal punto di vista «campionato». «Quelle partite dietro — spiega il toscano — sono state sicuramente penalizzate, ma i valori mi sembrano abbastanza reali. Anche se guardiamo la classifica ridando tutti i punti senza penalizzazione». Chiusura sul pianeta arbitri, sul quale è da poco riatterrato Collina. Secondo Spalletti l'attuale classe arbitrale non inciderà sulla classifica finale di serie A. «Gli arbitri? A me sembrano già molto esperti — conclude il tecnico giallorosso — e non mi pare che abbiano poi sbagliato così tanto».
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