Ma i veleni di Totti scatenano la reazione di Rossi. Ieri c'è stato il chiarimento con Spalletti a Coverciano con toni molto pacati. Dopo il tuffo nella fontana del Gianicolo in piena notte, il tecnico si era riproposto di non entrare più in polemica con gli avversari ma appena lette le dichiarazioni del capitano della Roma, non ce l'ha fatta e ha risposto attraverso i microfoni di Radio Rai a Totti: «Non condivido le sue dichiarazioni su Rosetti (aveva detto che non si era sentito tutelato dal gioco duro della Lazio, ndr). È normale che per fermare dei grandi giocatori si usino tutti i mezzi leciti. Maradona prendeva i falli, si rialzava e continuava a giocare: e questo è l'atteggiamento del campione. Che Francesco avrebbe giocato lo immaginavo, perchè io mi aspetto sempre che gli avversari mettano in campo la formazione migliore: se Totti non ha fatto una gran partita è anche merito nostro». Il tecnico biancoceleste si gode l'impresa e spiega dove ha vinto la partita: «Bloccando la coppia centrale De Rossi e Pizarro, che sono il motore della Roma. Sono stati bravi i miei attaccanti che li hanno fermati. Sulla carta la Roma è nettamente più forte di noi e lo ha dimostrato anche domenica». L'euforia ha contagiato l'ambiente biancoceleste, ma come sempre Rossi vola basso e non vuole sentire parlare di Champions League: «Non costa niente sognare... Solo che gli obiettivi devono essere. Non dichiarati, ma centrati. Puntiamo in alto, mi sembra giusto. Per lo scudetto c'è gente più forte, ma questa è una società che solo 4 anni fa aveva giocatori tra i più forti al mondo che ora fanno la felicità di altri club. Oggi ha un pregio: magari non paga tantissimo, ma paga puntuale». La notte magica è stata celebrata con il tuffo nella fontana del Gianicolo: «Sì, ma doveva essere un fatto privato e invece mi dispiace che qualcuno se lo sia venduto. Eppoi, faceva sicuramente più caldo fuori». Una serata speciale per il tecnico laziale che ha potuto brindare al primo successo nel derby romano: al terzo tentativo ha fatto centro. E anche il suo pupillo Ledesma, voluto a Roma a tutti i costi, è ritornato su quel gol che ha cambiato la sua storia con la maglia biancoceleste: «Segnare la prima rete con la Lazio proprio nel derby è stata una grande emozione - ha spiegato il giocatore a Radio-Radio - talmente grande che dura pure il giorno dopo. Una cosa del genere, infatti, non era nemmeno nei miei sogni. Secondo me questo inizio di campionato non era stato così disastroso come qualcuno ha detto. Bisogna però sapere accettare le critiche e io l'ho fatto, come sempre. Adesso però guardo avanti. Voglio dimostrare di potere essere un giocatore importante per la Lazio. Lo so che il gol che ho realizzato nel derby è importante, ma io devo andare avanti per mia strada, come del resto deve fare la Lazio».
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