Con l'atleta è stato ugualmente squalificato per due anni il suo medico personale Nina Vinogradova. La IBU ha precisato che l'atleta è stata ascoltata per 45' oggi e che a proposto la stessa giustificazione presentata ieri al Cio, l'uso di una pomata in cui ignorava la presenza di Carfedon, la sostanza vietata dal codice antidoping. La biathleta russa è formalmente indagata. I magistrati hanno intenzione di interrogarla, ma — secondo quanto si apprende — dovranno procedere per rogatoria in quanto è già tornata in Russia.
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