Questo di voler cercare ad ogni costo il migliore «all time» è un vecchio gioco al quale è difficile sottrarsi ma che invece non avrà mai una risposta credibile e certa. Chi è stato più bravo? Pelè o Maradona, oppure Di Stefano (che sarebbe poi la mia personalissima scelta)? Meglio Coppi oppure Armstrong, meglio Joe Louis o Rocky Marciano? La mia risposta, ormai codificata negli anni, è sempre la stessa. In ogni disciplina ci sono alcuni grandi campioni che hanno diritto ad essere presi in considerazione, dopo di che la scelta è una questione di gusto personale e, qualche volta, anche di età. Venendo al tennis come si fa a dire se Federer sia migliore di Bill Tilden, che ha vinto Wimbledon nel 1920 ed ancora nel 1930? O più semplicemente chiedersi che cosa avrebbe fatto Federer contro Pete Sampras? Non lo sapremo mai e, se mi consentite, non lo voglio nemmeno sapere, tanto più in uno sport come il tennis che si è trasformato forse più di ogni altra disciplina, se non altro perché sono cambiati gli strumenti (leggi, le racchette, che sono diventate autentiche armi da guerra). Non v'è dubbio comunque che il modo in cui Federer ha dominato tutto il torneo ed infine la finale di questo Wimbledon, giustifica l'interrogativo ed obbliga, se esiste, lo speciale comitato che deve esaminare le domande di accesso all'Arca delle Celebrità, ad esaminare benevolmente la domanda di iscrizione del campione svizzero. Intanto con tre prove del Grande Slam già andate in archivio in questa stagione, è interessante notare che ogni tornei ha offerto risposte diverse. In Australia hanno vinto Serena Williams e Marat Safin, a Parigi hanno trionfato Justine Henin e Rafael Nadal, a Wimbledon è stata la volta di Venus Williams e di Roger Federer. La varietà di nomi e di verdetti è certamente favorita dal fatto che i tre tornei si giocano su tre superfici diverse. Solo Nadal è una novità assoluta, tutti gli altri vincitori avevano già iscritto il loro nome nel libro dei record. Prima di chiudere con Wimbledon vorrei sottolineare un aspetto che la cronaca mi ha impedito di valutare appieno. Sulla base dei risultati dei due tabelloni di Wimbledon l'Italia si piazza al sesto posto in una virtuale classifica per nazioni alle spalle di Stati Uniti, Russia, Francia, Spagna e Repubblica Ceka ma davanti a Germania, Australia, Svezia. Vorrei aggiungere la Svizzera ma francamente cambierei tutto il nostro parco giocatori e giocatrici in cambio di un Federer. Detto questo mi sembra incredibile ed imperdonabile che per una questione di soldi (non posso pensare che sia stata una scelta tecnica) la nostra Federazione abbia scelto di giocare sulla terra battuta lo spareggio di Coppa Davis che ci opporrà alla Spagna il prossimo settembre. Premesso che contro la Spagna dovremmo perdere anche giocando sul ghiaccio, è incredibile non sfruttare le opportunità che il regolamento ci concede.
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Federer nell'Olimpo dei più grandi di tutti i tempi
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