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159gioielloAlfa

Questo prestigioso segmento è dominato oggi da BMW Serie 3 e Audi A4, due modelli leader che si battono per la supremazia in un mercato europeo in cui la clientela potenziale non bada a spese, pur di avere il meglio. Potrebbe sembrare ambizione pura, fantasia di grandezza, come spesso è accaduto per marchi famosi (in questo caso Alfa Romeo, ma possiamo citare anche Maserati e Jaguar) che hanno vissuto sugli allori, dimenticando che i sogni non bastano più a nessuno, i fatti concreti hanno un peso determinante quando la spesa riguarda un piacere voluttuario come l'auto. Se l'obbiettivo del management era di recuperare le differenze con lo standard qualitativo, la sicurezza, il piacere di guida delle concorrenti dirette, si può dire che Karl Heinz Kalbfell, ha raggiunto brillantemente il suo scopo. Questo tedesco, che ha contribuito a rompere definitivamente la tradizione provinciale di un management piemontese, è stato strappato al vertice Rolls-Royce, un marchio di proprietà BMW, per dirigere il Brand Alfa Romeo-Maserati. Questa 159 è la sua opera prima, a sei mesi dall'insediamento al vertice della Casa del biscione, ma la storia del recupero del potenziale di crescita dell'Alfa è ancora lunga. Gli estimatori non mancano in tutto il mondo, ma il mercato, per fattori diversi, tra cui l'affidabilità e la rete di distribuzione, è del 44% in Italia, del 44% nel resto d'Europa, del 9,7% in Asia. Kalbfell ha dichiarato che «i tempi per lo sbarco negli Usa non sono lontani, al massimo 4 anni». L'abitacolo è silenzioso per l'assenza di disturbi aerodinamici, ma anche per i cristalli fonoassorbenti del parabrezza e delle portiere, di 5 mm di spessore. La rigidezza della scocca, quindi l'assenza di vibrazioni e la precisione nel mantenimento della traiettoria, è abissalmente migliore della 156, che pure ha venduto 680.000 unità a partire dal 1997, divenendo l'alfiere della gamma e del prestigio Alfa. L'elenco delle qualità della 159 è suddiviso su due livelli di allestimento Medium e High, che stupiscono per la perfezione degli interni in pelle, delle sottolineature in acciaio inox satinato, per la distribuzione dell'aria condizionata in tre zone regolabili separatamente, per l'impianto stereo col lettore CD e MP3 ad 8 altoparlanti. Per i sette airbag associati alle cinture pretensionate ad azione programmata, per l'assistenza elettronica alla frenata, alla guida ed alla trazione (ASR/VDC). Ma il cuore dell'Alfa resta il motore. A benzina il nuovo propulsore JTS a iniezione diretta di benzina, 3.2 litri V6 (non disponibile al lancio ma in un tempo successivo) eroga 260 cavalli e coppia motrice di 322 Nm. La trazione è integrale, con tre differenziali autobloccanti per scaricare a terra senza problemi tutta la sua esuberanza, con velocità massima di 240 Km/h. Più stradale il quattro cilindri 2,2 litri JTS da 185 cavalli, con coppia di 230 Nm, che raggiunge 222 Km/h, consumando meno di 10 litri ogni 100 Km. C'è anche un ottimo 1.9 litri JTS da 160 cavalli con una coppia di 190 Nm. I tre propulsori a benzina offrono sensazioni di guida che non potrebbero essere più Alfa di così, ma anche i tre diesel Multijet di ultima generazione non sono da meno. Il 5 cilindri in linea di 2.4 litri è silenzioso e sportivo, sviluppa 200 cavalli (228 Km/h) ed eroga una coppia di 400 Nm, capace di riprese elastiche progressive, anche senza cambiar marcia. Due propulsori a 4 cilindri in linea di 1.9 litri da 150 o 120 cavalli (a seconda delle regolazioni del turbocompressore) possono dare comunque «sensazioni alfiste» raggiungendo rispettivamente 190 e 210 Km/h. Naturalmente i consumi della gamma diesel sono dell'ordine di 8 litri/100 km, un risparmio che non può essere la sola ragione della scelta. Belle, divertenti e potenti, ma anche aggressive nei prezzi, compresi tra 28.000 e 40.000 euro.

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