Ci pensa un verdetto Uefa a dividere i destini di Lazio e Roma, il giorno dopo un derby destinato a rimanere scolpito nella storia come una delle pagine più desolanti della tradizione calcistica Capitale. Il punto che doveva mettere tutti d'accordo non serve in realtà a materializzare il traguardo-salvezza: la paura-Capitale vivrà altri 180 minuti di calcoli e frenesia, l'equivalente delle ultime due giornate da attendere con il fiato sospeso. Roma nel catino infuocato di Bergamo, Lazio in casa con la disperata Fiorentina di Zoff, roba da far tremare i polsi. Si dirà: superfluo pensare e parlare di Uefa con uno scenario così catastrofico. Lo impone l'attualità: ieri la commissione europea, chiamata a decidere sulla concessione della licenza per partecipare alle prossime manifestazioni internazionali, ha promosso i giallorossi e bocciato, in primo appello, i biancocelesti. La comunicazione è arrivata tramite la Figc: tutto ok solo per 12 delle 20 società di serie A che hanno chiesto la patente per le coppe. Parere positivo per Bologna, Fiorentina, Inter, Juventus, Lecce, Livorno, Milan, Palermo, Parma, Roma, Sampdoria e Udinese. «Le società che non hanno ottenuto la licenza Uefa (Atalanta, Brescia, Cagliari, Chievo, Lazio, Messina, Reggina e Siena ndr) hanno 7 giorni di tempo per presentare ricorso alla commissione licenze Uefa di II grado che si pronuncerà entro il 30 maggio prossimo». La data limite, per depositare le controdeduzioni, è quindi lunedì 23 marzo. La Lazio conta di sistemare la querelle nelle prossime 24 ore: il «no» è infatti legato alla mancata formalizzazione dell'accordo con il Fisco, nonostante la certificazione inviata dall'Agenzia delle Entrate all'Uefa lo scorso 29 aprile. In giornata si riunirà la Commissione Consultiva, che in realtà non ha all'ordine del giorno l'esame del caso-Lazio: le pressioni contingenti potrebbero inserirlo nelle «varie ed eventuali». C'è comunque l'ok dell'advisor Berger, che ha analizzato ai raggi-x i conti della società e il piano industriale con programmazione quinquennale. Subito dopo l'ultimo «sì» della Commissione si passerà alla ratifica finale dell'intesa. La Lazio, che nei giorni scorsi aveva depositato le ultime liberatorie (Stam, Corradi, Sergio Conceiçao) è convinta di avere un congruo margine per mettere a posto la situazione. Contro un eventuale secondo rifiuto è concesso alle società di avviare una procedura di conciliazione presso un collegio arbitrale del Coni. Anche se esiste l'ipotesi di uno slittamento del termine ultimo, fissato per il 30 maggio, al 15 giugno. Il paradosso: Messina e Cagliari, che precedono in classifica Lazio e Roma, non hanno ricevuto la patente per «carenze strutturali» dei rispettivi stadi. L'ingresso diretto in Uefa, per il calcio-Capitale, salvo ricorso all'Intertoto o al miracolo Coppa Italia per la Roma, potrebbe quindi sfumare davvero per una manciata di punti: davanti ora c'è solo il Livorno. E il rammarico per una stagione disastrosa si mischia con gli interessi: sulla Roma, ad esempio, aleggia lo spettro della «clausola di salvaguardia» inserita da Sky sul faraonico accordo da 102 milioni firmato nello scorso ottobre. Tra le condizioni sospensive non solo i rinnovi di Totti e Cassano: l'eventuale retrocessione comporterebbe un taglio drastico dell'importo. La Lazio è invece vicina all'accordo per la cessione dei diritti tv all'estero, nel giorno in cui l'Antitrust ha deciso di non avviare l'istruttoria sull'acquisizione della Lazio da parte di Lotito: solo una multa, da 5 mila euro.
ROMASI
Licenze UEFA. Ammessi i giallorossi, biancocelesti bocciati