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LA NUOVA MODA

Così dopo Abramovich che ha fatto diventare il Chelsea una squadra da titolo, a forza di acquisti e di offerte sbalorditive (l'ultima, dicono a Londra, è stata di 130 milioni di euro, in un'unica rata a luglio 2004, alla Roma per il trio Samuel-Emerson-Totti, respinta dal ds giallorosso Baldini), ora altri due «Paperoni» dell'est si sarebbero fatti avanti per acquisire il controllo delle due big della Premier League, il Manchester United e l'Arsenal. Il russo Safin, fondatore del gruppo petrolifero Loukoil, ha già preso contatto con varie banche britanniche per poter avere un dossier sullo United. La notizia sarebbe stata confermata da fonti della borsa di Londra. Safin vorrebbe fare un'offerta in tempi brevi ma non l'ha ancora presentata perché «i segnali troppo vistosi di ricchezza attualmente non sono troppo ben visti in Russia». L'attuale azionista di maggioranza dei Red Devils, con il 24,24%, è Cubic Expression, holding che fa capo a due uomini d'affari irlandesi, JP McManus e John Magnier. Poi, con il 14,31% c'è poi il «Creso» americano Malcom Glazier, proprietario dei Tampa Bay Buccaneers della Nfl, che ha tentato più volte di acquisire la maggioranza assoluta del club campione d'Inghilterra. A volere l'Arsenal è invece, secondo quanto sostiene il quotidiano sportivo spagnolo As, l'uomo più ricco di Russia, il 42enne moscovita Vladimir Potanin, proprietario di alcune squadre di calcio in patria e ora deciso ad espandersi in Inghilterra. La sua banca d'affari Unexim ha un valore sul mercato internazionale pari a 4 miliardi di dollari, mentre il patrimonio personale di Potanin sarebbe di un miliardo e 600 milioni di dollari. Soltanto il suo arrivo a Londra, scrive As, potrebbe evitare la partenza di Thierry Henry verso il Real Madrid, necessaria all'Arsenal per trovare i soldi per far partire i lavori per la costruzione del nuovo stadio da 60mila posti ad Ashburton Grove.

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