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IL NUMERO UNO DELL'INTER ESCE ALLO SCOPERTO. «GLI STRISCIONI DEI TIFOSI? SPERO SIANO STATI SPONTANEI»

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Moratti indeciso: «I risultati che ha ottenuto Cuper non bastano» Questione di ore, poi si conoscerà il destino dell'argentino. Intanto il presidente annuncia: «Cambieremo i vertici dirigenziali»

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Nelle prossime 48 ore è atteso il colloquio decisivo tra l'argentino e il presidente dei nerazzurri Massimo Moratti, summit che potrebbe anche sancire la separazione. Avvicinato dai giornalisti ieri mattina sotto la sua abitazione, il numero uno di Via Durini, pur avendo avuto più volte modo di confermare l'argentino, ha lanciato strani segnali che di certo non destano l'impressione della riconferma: «Dico se Cuper rimane? Sì, e continuo a ripetere se Cuper rimane (anomalo il largo uso da parte di Moratti del condizionale ndr). Lui è una persona umanamente da rispettare, perciò quello è il primo punto. Il secondo è che se rimane è chiaro che lo farà con tutta la fiducia possibile e anche l'autorità per fare le cose, perché non si può tenerlo in prigione, e credo che a questo punto c'è sia anche una questione di risultati che abbiamo sì avuto in questi anni, ma che purtroppo per noi non bastano. Gli obiettivi della società rimangono gli stessi, ma dobbiamo fare qualche scivolone in meno di questa stagione». Cuper però, anche dopo la gara con il Perugia, ha sempre spiegato di sentirsi tranquillo e non in bilico. «Mi fa piacere - risponde Moratti - che abbia questa convinzione anche perché gli ho dato l'idea e continuo a dargliela di meritarsi di stare qui e la continuità della società mi sembra la cosa giusta. Però qualche cosina ieri mi ha fatto pensare che ci voglia un discorso in più». Non solo Cuper, infatti c'è nell'aria anche qualche variazione dirigenziale: «Ci può essere un cambiamento anche ai vertici che ieri sono stati contestati». Un paio di settimane c'è stato un sondaggio per Sacchi, attuale responsabile di mercato del Parma, ma Moratti frena: «Non scherziamo. È una persona che stimo moltissimo ma non c'è stato nessun contatto». Infine sugli striscioni di Inter-Perugia: «Sono manifestazioni assolutamente legittime, spero però nella loro spontaneità».

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