Raoul Bova a Verissimo, la denuncia sul caso chat: "Accanimento e violenza"
I messaggi privati finiti online, le richieste di denaro, l'inchiesta sul tentativo di ricatto. Raoul Bova a "Verissimo" su Canale 5, è tornato a parlare della bufera mediatica che lo ha travolto quest'estate. "È stato un momento molto intenso, che ho dovuto elaborare con calma. All'inizio non riuscivo nemmeno a comprendere l'entità e la gravità di quello che stava succedendo - ha detto l'attore domenica 14 settembre intervistato da Silvia Toffanin - Non riuscivo ad accettarlo... e mi sono rifiutato di accettarlo. Quando sono arrivate delle minacce, le ho rispedite al mittente. Ho detto chiaramente che non mi sarei mai piegato. Non avevo niente da nascondere e penso che nessuno debba piegarsi alle minacce".
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L'attore ha ammesso di aver denunciato subito l'accaduto: "Quando è arrivato il tentativo di estorsione, ho chiamato la polizia postale. Non ci ho pensato due volte. Credo nella giustizia. Chi fa certe cose sta commettendo un reato. E chi tenta di estorcerti qualcosa, spesso non si ferma lì... e può trasformarsi in un incubo".
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Per Bova "bisognerebbe cercare di avere un intervento più immediato". "Bisogna avere il coraggio di andare in giro a testa alta - aggiunge -. Il giudice più importante è lo specchio. Se scappi, vuol dire che qualcosa non va. Io invece continuo a guardarmi allo specchio con serenità, e chi mi conosce sa chi sono. La gente per strada non mi giudica, mi rispetta". Per l'attore "quello che è successo ha superato ogni limite. È stata ripresa una notizia proveniente da un illecito, e quella diffusione andava fermata sul nascere. C'è stato un vero e proprio accanimento, una violenza che mi ha toccato profondamente".
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