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Come Bongiorno e Baudo, Amadeus farà il suo quinto Sanremo

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«Sono felice e onorato. Aver ricevuto adesso questa proposta mi permette di lavorare da subito». Dopo l’enorme successo dell’edizione 2022, non c’erano dubbi. Ma ora è ufficiale: Amadeus sarà il direttore artistico, oltre che conduttore, anche delle edizioni 2023 e 2024 del Festival della Canzone Italiana. La decisione è stata annunciata dall’amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes, con il direttore del Prime Time Stefano Coletta. Del resto il direttore artistico Amadeus aveva incontrato il favore di Fuortes terminata l’edizione di quest’anno. «Mi hanno consigliato di mettere Amadeus sul cavallo della Rai. Per me squadra che vince non si cambia - aveva detto l'ad incontrando da subito l'interesse del conduttore. Ci scherzava anche Fiorello: Certo che lo farà, ne sono sicuro, lui a Sanremo ha preso casa, ha già fatto il rogito». Un interesse quello per Amadeus voluto fortemente anche dalle case discografiche che da anni non vedevano risultati cosi eccellenti nonostante la pandemia. Amadeus è stato in grado di svecchiare il Festival e questo ha permesso agli autori indie, trap e rap ma anche dance di popolare l'Ariston come non succedeva da anni.

Tutto è iniziato un po' prima, forse con Conti e Baglioni; ma è con Amadeus in pandemia che la kermesse ha regalato i momenti più iconici. Quando Diodato ha vinto con Fai rumore nel 2020 nessuno poteva aspettarsi che il testo della canzone avrebbe rappresentato uno sfogo catartico e un grido di speranza durante i mesi più bui del Covid, quando sfilavano i carri dell'esercito con le bare delle vittime e veramente serviva far rumore nel silenzio assordante delle città deserte. Chissà se avesse potuto conquistare l'Eurovision: l'edizione si tenne in versione lite col nome Europe Shine a Light e i partecipanti collegati da remoto; Diodato manderà la registrazione della sua esibizione in un'Arena di Verona vuota. Il Fai rumore ha anticipato la bolgia spiazzante della canzone che vincerà a Sanremo 2021, un altro sfogo rock pop. È la Zitti e Buoni dei Måneskin, che in pochi mesi hanno sbaragliato l'Eurovision, scalato le classifiche mondiali, girando l'America dei Late night show e aprendo il concerto dei Rolling Stones. Ormai divi planetari i Måneskin hanno regalato al nostro Paese l’edizione dell’Eurovision che si terrà a Torino a maggio.

 

 

 

 

“Il 2021 abbiamo fatto rumore. Il 2022 siamo stati zitti e buoni e il 2023 è da Brividi”. Queste le parole il direttore artistico durante l’ultima puntata del Festival con la vittoria di Blanco e Mahmood che hanno sbancato tutte le classifiche musicali. Un successo unico che potrebbe far storcere il naso solo a Sor Pippo Baudo, indubbiamente il più famoso, che ha condotto la competizione canora italiana per ben 13 volte perché il compianto Mike Buongiorno re dei giochi televisivi ha tenuto le redini della competizione per 11 edizioni. Amadeus, tuttavia è destinato a eguagliare il record di Mike Bongiorno e Pippo Baudo con la conduzione di cinque Festival consecutivi. Mike condusse Sanremo ininterrottamente tra il 1963 e il 1967 e Pippo Baudo tra il 1992 e il 1996. Plauso, quindi, ad Amadeus perché ha saputo costruire un Festival un successo senza precedenti, con punte del 60 per cento di share. Un pubblico di tutte le età coinvolto dalle canzoni, dagli ospiti ma soprattutto da quell’aria di familiarità che Amadeus è riuscito a dare. La famiglia in sala, ma i toni hanno fatto sentire a casa senza intaccare la solennità della kermesse. «Fare Sanremo per me è un lavoro molto lungo – confessa il conduttore -ma vale per tutte le cose che faccio. Per me è stato importante avere vicino mia moglie e mio figlio, erano un punto di riferimento. È stato mio figlio al secondo giorno, quest’anno, a spiegarmi cos'era il FantaSanremo, perché per fare Sanremo c'è bisogno di idee, di forza, di prendere le cose in maniera molto seria». Amadeus è ha andato avanti con la grande responsabilità di quello che c’era dietro e non si è fermato e non ha mai commentato le cattiverie ricevute come quella di parlare di Alessandro Cattelan come suo successore, opzione preferita nel 2020 dall'ad Fabrizio Salini. L'allora direttrice Teresa De Santis, preferì puntare su Amadeus, carta che si rivelò vincente.

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