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Coronavirus, pronti per sperimentare l'Avigan: sarà testato sui malati

L'Aifa avvia la sperimentazione del farmaco giapponese Avigan: l'antivirale avrebbe dato ottimi risultati nella fase iniziale contro l'infezione da Covid-19

Coronavirus, pronti per sperimentare l'Avigan: testato sui malato

Il ministro della Salute Roberto Speranza

"Stiamo subendo una pandemia che mai abbiamo conosciuto nella storia, è la vera pandemia dell'era moderna". Non usa mezzi termini il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nell'affrontare l'emergenza coronavirus e ricorda l'importanza di rispettare le misure di contenimento: "Non possiamo cantare vittoria e non abbassiamo la guardia". Anzi, Zaia va oltre e conferma che la Sanità veneta è pronta a testare l'Avigan, il farmaco giapponese che avrebbe dato esiti positivi su pazienti affetti da coronavirus, accogliendo con favore l'autorizzazione dell'Agenzia italiana del farmaco. Ma precisa: "E' giusto e corretto non dare facili speranze. Questa è infatti una sperimentazione scientifica. E' tuttavia pur vero che non bisogna lasciare nulla di intentato nella lotta alla peggiore epidemia dal dopo guerra a oggi".

Al centro della strategia sanitaria regionale rimangono comunque i tamponi, considerati fondamentali nella lotta al virus. Prende il via il maxi piano, varato insieme all'Università di Padova, che a regime, tra due o tre settimane, consentirebbe di arrivare a quota 20mila tamponi al giorno. Finora in Veneto ne sono stati effettuati 65mila che hanno consentito di isolare più di 15mila persone. L'obiettivo è interrompere la catena di trasmissione del virus 'andando a caccia' dei contagi asintomatici e dei sintomatici lievi, partendo dai lavoratori del mondo sanitario e dalle case di riposo. Come? Si inizia dal caso positivo e seguendo il metodo dei cerchi concentrici, si allarga l'indagine, verso la famiglia, il condominio di residenza, il luogo di lavoro e via dicendo. "Inizialmente - spiega il direttore del dipartimento di microbiologia dell'Università di Padova, Andrea Crisanti - ci aspettiamo un aumento dei casi positivi. Più casi positivi troviamo e isoliamo, meno si ammaleranno, e di conseguenza potranno calare i ricoveri e il ricorso alla terapia intensiva. Quello che si chiama punto di flessione, che ci darà la misura degli effetti ottenuti, si avrà tra un po' di tempo, quando ci si attende un calo contemporaneo sia dei positivi che dei ricoverati". Per quanto riguarda i costi "saranno quantificati strada facendo, ma non è certo questo il momento di lesinare risorse. Tutto il materiale necessario sarà acquistato dalla Regione", anticipa l'assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin.

Zaia non perde poi occasione per ricordare che l'ordinanza regionale sul tema dell'attività motoria e dei negozi chiusi alla domenica, rimane in vigore anche a fronte del Dpcm sulla stretta delle aperture delle aziende. E sulle polemiche emerse a livello nazionale con i sindacati afferma di essere contrario: "Spero si trovi un punto di equilibrio. In un momento tragico non ci servono conflitti sociali, non aiutano".

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