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Fumo: “Esci dal tunnel. Non bruciarti il futuro”

C'è troppa ignoranza e sottovalutazione dei pericoli per la salute, soprattutto tra giovani e donne

Fumo: “Esci dal tunnel. Non bruciarti il futuro”

sigaretta

Una sigaretta gigante campeggia ancora oggi a Padova, in via VIII febbraio 1848. Dentro c’è un percorso multimediale di prevenzione e informazione sui danni arrecati dal fumo e test spirometrico gratuito. Dopo Torino, Bari e Milano, è la quarta tappa di “Esci dal tunnel. Non bruciarti il futuro” del tour nazionale di sensibilizzazione sul tumore al polmone organizzato da WALCE Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe), l’associazione europea dedita ai pazienti affetti dalla neoplasia e ai loro familiari.

 

 

GRATIS - Tutte le attività sono gratuite e aperte al pubblico dalle 10 alle 19: si parte dal totem posacenere in ingresso, si passa al desk per l’esame spirometrico, si può parlare con lo pneumologo e con l’oncologo e ricevere opuscoli informativi e gadget. “Le malattie respiratorie correlate al tabacco sono in sensibile aumento in tutte le fasce d’età, anche tra i non tabagisti: – spiega il prof. Pierfranco Conte, coordinatore tecnico scientifico della Rete Oncologica Veneta – irritazione a occhi e naso, mal di testa, secchezza della gola, vertigini, nausea, tosse e malattie respiratorie più gravi come la bronchite cronica o la bronco-pneumopatia ostruttiva. Inoltre, respirare sigarette, proprie e altrui, determina il 90% del totale dei decessi per tumore del polmone, che nel 2014 ha colpito 40mila persone”.

 

 

VENETO - “In Veneto i numeri sono importanti: il 18,6% della popolazione fuma regolarmente, 3.080 persone si ammalano ogni anno di tumore al polmone. Patologia, purtroppo sempre più al femminile, se pensiamo che più di un terzo di queste diagnosi colpiscono donne –. evidenzia il prof. Conte –. Il fumo è, poi, un fattore di rischio anche per altre forme di tumore come il cancro del seno, della testa e del collo, della vescica e del pancreas non solo tra i tabagisti”. “Ormai da qualche anno, la comunità scientifica distingue i tumori più intelligenti, difficilmente curabili con i farmaci a disposizione, da quelli meno astuti, per cui esistono terapie mirate molto efficaci – aggiunge la dott.ssa Giulia Pasello, medico oncologo dello IOV – Tra i primi, le neoplasie dei fumatori che accumulano negli anni in misura proporzionale al numero di sigarette fumate molte mutazioni genetiche difficili da colpire con un singolo farmaco. Dunque l’abitudine al fumo può condizionare negativamente anche la risposta ai trattamenti oncologici e la prognosi dei pazienti in terapia”. “Anche il fumo passivo è un importante fattore di rischio: – sottolinea il prof. PierFranco Conte – le oltre 4000 sostanze chimiche sprigionate dalla combustione sotto forma di particelle e gas, aumentano fino al 30% le probabilità di sviluppare la malattia e provoca nel mondo oltre 600mila morti l’anno. Non solo. Ogni anno si registrano sempre più casi di malattie respiratorie croniche e cardiovascolari, ma anche polmoniti e bronchiti nei bambini sotto i 18 mesi: patologie molto diffuse, che hanno un forte impatto sulla qualità di vita e rappresentano un’importante causa di assenza dal lavoro o dalla scuola. Dire addio al fumo non è una missione impossibile e comporta grandi benefici per la salute. Si può smettere anche senza ricorrere a prodotti sostitutivi a base di nicotina, che rendono poi più difficile interrompere il vizio”.

 

 

DIVIETI - “Si auspica - aggiunge il prof. PierFranco Conte - che il decreto antifumo annunciato dal Ministro della Salute, che recepirà la direttiva tabacco europea, estenda i divieti antifumo a tutti gli ambienti chiusi o troppo affollati come automobili, spiagge, stadi e parchi. Solo così è possibile difendere e tutelare la salute di tutti i cittadini, specialmente delle persone più a rischio, come donne in gravidanza e bambini”. “Il nostro tour si pone obiettivi ambiziosi – afferma la dott.ssa Samuela Binato specialista in malattie dell'apparato respiratorio, oncologa presso l'Ospedale di Montecchio Maggiore e membro del comitato scientifico di WALCE Onlus –. La prevenzione primaria diventa prioritaria, la scuola luogo privilegiato dove intervenire.” Oltre a disincentivare il consumo di sigarette, la campagna vuole offrire valido supporto anche a quanti intendono smettere di fumare. “In Veneto, nell’ultimo anno un terzo dei fumatori ha cercato autonomamente di abbandonate le sigarette. Tuttavia, meno della metà ha dichiarato di essere riuscito nel proprio tentativo. Grazie alla presenza di medici e personale altamente qualificato – conclude il prof. PierFranco Conte – saremo in grado di indirizzare questi cittadini verso i centri specializzati e i servizi anti-fumo attivi sul territorio. Smettere di fumare è possibile a tutte le età e apporta notevoli benefici alla salute”.

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