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Cartelle pazze Tari, Ama pagherà aziende esterne per rispondere ai cittadini

Martina Zanchi
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Ama sventola bandiera bianca sulla Tari e si prepara a sborsare oltre un milione di euro l’anno (4,08 milioni per 48 mesi) pur di arginare la rabbia dei cittadini che non solo si vedono recapitare bollette con errori marchiani ma, una volta fatta la contestazione tramite i canali ufficiali, sono anche costretti ad aspettare settimane per avere una prima risposta. Perciò l’azienda ha deciso di stipulare un accordo quadro in due lotti con società esterne che possano garantire «supporto all’assistenza dei contribuenti Tari e alle istanze relative agli strumenti deflattivi del contenzioso», un servizio da tenere pronto e attivare nei periodi di picco, ovvero quando partono «emissioni massive» di avvisi di accertamento esecutivo e avvisi ordinari. Fasi in cui, scrive Ama nel capitolato d’appalto, si registra «uno straordinario incremento di contatti dell’utenza» che «non risulta gestibile interamente dalle strutture aziendali».

Lo scorso autunno ad esempio, a fronte dell’invio di 72 mila avvisi di accertamento per il periodo 2019-2024, in appena due settimane ben 8.000 bollettini sono stati contestati in autotutela. E nonostante nel 2023 siano state assunte a tempo determinato 60 persone per ripulire il database aziendale, continuano a verificarsi «disallineamenti» che causano l’invio di bollette sbagliate. Altre volte ancora, secondo Ama, la colpa è dei cittadini che non chiudono l’utenza quando si trasferiscono o mettono l’immobile in affitto, ma la sostanza è la stessa: ricevere una risposta è un miraggio. Gli operatori privati dovrebbero ora risolvere il problema, arrivando a occuparsi di 112 mila pratiche l’anno.

Ama richiede infatti la capacità di gestire almeno 300 «ticket» al giorno, dando le prime informazioni al cittadino, «con un tempo medio di evasione pari a dieci minuti» e penali se si ritarda o si compiono errori. I tempi sono serrati: entro 48 ore dalla richiesta, l’utente assegnato dovrà essere contattato. Un sogno rispetto a ciò che avviene oggi. Prevista poi la lavorazione di una forbice mensile tra 6.500 e 10 mila pratiche più complesse. Numeri, questi, stimati su quanto è realmente è successo tra aprile 2024 e dicembre 2025. Prima o poi però l’epoca delle cartelle pazze dovrà finire, e con essa l’esigenza di spendere milioni per dare risposte ai cittadini.

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