Roma Capitale

Agenzie fantasma all’ombra del Cupolone

Nel mirino servizi salta fila per i Musei Vaticani al triplo del costo nei listini della Santa Sede

Una rete di «agenzie fantasma» non inserite nei registri previsti dalla legge ma che all’ombra del Giubileo rivendono i biglietti "salta fila" per i musei vaticani fino al triplo del costo previsto nei listini della Santa Sede. Un business da capogiro quantificato in oltre 5 milioni di euro annui per ogni agenzia illegale, che sfugge totalmente all’occhio del fisco italiano. Questo il nuovo fronte investigativo della Procura della Repubblica di Roma, che coordina un’indagine delicata condotta dal comando provinciale della Guardia di finanza capitolina, guidata dal generale Giuseppe Magliocco. A chiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria italiana è stata la stessa Gendarmeria vaticana. Così, nel mirino del sostituto procuratore Giovanni Musarò, sono finite una decina di «agenzie fantasma», alcune delle quali con sedi sparse attorno alle mura Leonine, ma che non risultano neanche registrate negli elenchi previsti dalla legge. Un vero e proprio indotto «illecito» alle spalle della Santa Sede che è in costante aumento. Soprattutto in questi giorni di grande affluenza di turisti per l’inizio dell’Anno Santo. Stando ai riscontri finora compiuti queste agenzie hanno due tipi di dipendenti, ovviamente pagati in nero: guide turistiche e procacciatori di clienti-turisti. Tuttavia sono i secondi ad avere un ruolo più decisivo per il buon andamento dell’azienda fantasma. Secondo una nota di servizio risulta che questi «procacciatori adescano i clienti fra i turisti in fila per accedere ai musei vaticani. Una volta convinto il turista ad acquistare il biglietto ("salta fila", ndr), lo accompagnano nei locali dell’agenzia». Comprato il ticket (da listino del Vaticano 21,50 euro) ad un prezzo che in alcuni casi supera le 60 euro, «segue un breve briefing effettuato presso la sede» dell’agenzia. «I turisti, infine, vengono accompagnati nella visita presso i musei dalle guide». Per la Procura si tratterebbe di un vero e proprio "sottobosco" alle spalle del Vaticano. Un «sistema» che consentirebbe ai turisti di accedere immediatamente ai musei vaticani ma a costi decisamente eccessivi. Tutto questo creando fatturati da capogiro per queste «agenzie fantasma» che, non risultando neanche sulla carta, accumulano capitali milionari. L’indagine per il momento riguarda l’accesso ai musei vaticani. La scorsa settimana, infatti, il primo gruppo della Guardia di finanza di Roma, al comando del colonnello Daniele Sanapo, ha smascherato una frode fiscale per 5 milioni 159mila 558 euro commessa, per il 2013 e il 2014, dalla Caput mundi tour, regolare agenzia turistica anche per le guide al Colosseo, che rivendeva i biglietti "salta fila" per i Musei Vaticani a 50 euro. Nel registro degli indagati è finita Cecilia Conforti, rappresentante della società Caput Mundi, assieme ad altre cinque persone. Stando ai riscontri investigativi, confermati dalle perquisizioni in due diverse sedi della società (via Leone e via Veniero), la Caput mundi si sarebbe avvalsa anche di forza lavoro pagata in nero.

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