Roma Capitale

«Sono Babbo Natale per 11 giorni e guadagno pure duemila euro»

Sessantuno anni, barba bianca e occhiali tondi che fanno parte del suo look quotidiano. Il suo aspetto ricorda talmente tanto quello di Babbo Natale che Claudio Rachiale, che indossa in questi...

Sessantuno anni, barba bianca e occhiali tondi che fanno parte del suo look quotidiano. Il suo aspetto ricorda talmente tanto quello di Babbo Natale che Claudio Rachiale, che indossa in questi giorni i panni di Santa Claus al centro commerciale Romaest, più volte è stato fermato dai bambini per strada che gli chiedevano se era davvero lui Babbo Natale, quello vero. Soprattutto per questo, quando ha scoperto che c'era da superare un casting per lavorare 11 giorni all'interno del centro commerciale indossando il caratteristico vestito rosso con tanto di cappello in testa, non c'ha pensato un attimo in più. Anche perché il compenso previsto per farsi scattare foto con i bambini seduto sulla slitta, leggere qualche filastrocca e dispensare carezze e baci è una cifra di tutto rispetto di questi tempi, 2 mila euro e a Claudio, ex consulente informatico, due figlie ancora giovani, da poco messo in mobilità da una multinazionale, certo fanno comodo. Ha iniziato l'altro ieri, sale su una slitta guidata da renne che si muovono da sole e chiama a sé centinaia di bambini al giorno, di tutte le età. Claudio, all'ultima prova siete arrivati in 70, cosa aveva lei più degli altri? «In finale sono arrivate persone molto più brave di me, ex comparse, perfino attori, però quando hanno dovuto cimentarsi nel leggere la filastrocca erano troppo impostati. Io invece ho puntato sulla spontaneità e ho vinto, ma non me lo aspettavo proprio». Cosa cerca da questa esperienza? «Non le nego che 2 mila euro sono allettanti in un momento per me difficile visto che sono in mobilità e troppo giovane per poter accedere alla pensione. Questo è un lavoro totalmente diverso, sto seduto tutto il giorno su una panca molto dura, a fare foto con i bambini e a lottare spesso con genitori che superano la fila o fanno i prepotenti (sorride, ndr). Ma i bambini sono stupendi, io li aiuto a sognare». Certo a guardarla bene lei somiglia molto a Babbo Natale, lo sa? «Più di una volta sono stato fermato per strada dai bambini. In una occasione una mamma di un bimbo di 5,6 anni mi ha chiesto se mi poteva scattare una foto per farla vedere poi a casa a suo figlio perché i suoi amichetti gli avevano detto che Babbo Natale non esiste ma lei voleva fornirgli la prova che non è così». Oggi, a 5 anni, i bimbi non credono già più a Babbo Natale? «La società è cambiata, si sogna meno di una volta. Però le assicuro da me sono venuti anche bimbi di 12 anni. Mi guardano, mi sorridono, si fanno scattare foto e qualcuno mi porta una letterina». Cosa c'è scritto, le ha lette? «C'è una lista fitta fitta di regali. Qualcuno scrive che è stato buono, che va bene a scuola, che fa il bravo con mamma e papà». L'anno prossimo si ricandida a vestire i panni di Santa Claus o basta così? «No no. Lo rifarei volentieri. Mi piace vestire questi panni e infondo quando indosso quelli di tutti i giorni anche se sono diversi resto un po' Babbo Natale».

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