Roma Capitale

Condannato a 5 anni l’allenatore di calcio pedofilo

Ha abusato di due giovani allievi Incastrato dalle telecamere

Negli spogliatoi, in macchina o in cantina. Sono questi i luoghi in cui avrebbe avuto rapporti sessuali con un suo allievo di 13 anni, fino a quando il ragazzo non ne ha compiuti 15. Adolfo Anibaldi, ex "aiuto tecnico" di calcio di una società sportiva in zona Appio Latino, è stato condannato ieri a 5 anni e 8 mesi di reclusione, con l’accusa di violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minorenne. Il giudice dell’udienza perliminare gli ha concesso la riduzione della pena di un terzo, avendo scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. Il primo approccio avveniva nello spogliatoio della scuola di calcio. L'allenatore, però, non sapeva che, gli investigatori avevano installato delle telecamere. Sono state proprio le immagini, che l’hanno immortalato mentre palpeggiava le parti intime di due suoi allievi, a incastrarlo. Il 52enne è stato arrestato a maggio 2014, dopo essere stato sorpreso dagli uomini della Squadra mobile mentre era in auto con uno dei ragazzi in atteggiamenti inequivocabili. Le testimonianze rilasciate dai due minorenni, in sede di incidente probatorio, hanno confermato la ricostruzione fatta dagli inquirenti. Le violenze contestate sono state rivolte, appunto, a due ragazzi diversi: uno di nazionalità straniera e un altro nato a Roma nel ’99. Nel primo caso, la violenza sarebbe stata limitata a un solo episodio, avvenuto l'11 febbraio del 2014. Anibaldi «dopo averlo in precedenti occasioni ripetutamente accarezzato sulle cosce allorché lo accompagnava in macchina presso il suo domicilio, ha costretto – si legge nel capo d'imputazione – il giovane a subire atti sessuali, con l’aggravante di aver commesso il fatto all'interno di un istituto di formazione. In particolare, approfittando del momento in cui si trovava all'interno degli spogliatoi della scuola per farsi la doccia, lo avvicinava, cominciava a palpeggiarlo sulle parti intime». Solo la reazione del minore avrebbe impedito che proseguisse nel suo intento. Più gravi le violenze nei confronti del secondo ragazzino, che si sarebbero svolte in due anni, dai primi mesi del 2012 al 20 maggio 2014. Anibaldi «con cadenza quasi settimanale – si legge nel capo d'imputazione – compiva atti sessuali» con l'allievo nato nel '99, «mentre si trovava da solo intento a prepararsi dopo la doccia o, approfittando delle reiterate occasioni in cui lo accompagnava a casa, appartandosi nell'autovettura e nei locali di una cantina dell'abitazione della madre dell'Anibaldi». Tali atti, secondo l'accusa, sarebbero consistiti «nel palpeggiargli ripetutamente le parti intime e nel farsi palpeggiare», fino ad avere rapporti sessuali completi. È stato invece assolto dall’accusa di violenza sessuale un professore di storia dell'arte del liceo Cavour che si sarebbe rivolto a una sua alunna con frasi come "potresti fare l'escort ad Arcore". L'insegnante è stato però condannato a 4 mesi per i reati di ingiurie e molestie (pena sospesa).

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