Già si sono già fermate 7 linee sulle 80 totali. E da oggi anche gli altri autobus potrebbero restare senza gasolio, proprio mentre 143 persone rischiano di essere licenziate e oltre 1700 hanno stipendi decurtati e arretrati. Roma Tpl Scarl, l’azienda che gestisce il 10% del trasporto pubblico capitolino, svolgendo il servizio su gomma nelle periferie, è alla canna del gas. Da tempo in seria crisi economica e con un contenzioso in atto con il Campidoglio da oltre 100 milioni di euro, il Consorzio guidato da Marco Cialone aveva firmato il 30 settembre scorso un accordo con l’ex assessore alla Mobilità, Stefano Esposito, e con il prefetto Franco Gabrielli affinché il Comune potesse corrispondere una cifra mensile adeguata per pagare stipendi e carburante nei mezzi. Il protocollo, tuttavia, non è stato mai rispettato, il contenzioso è ancora in atto e nemmeno i soldi del contratto di servizio sono stati corrisposti. Il risultato è che i mezzi di Roma Tpl rischiano seriamente di rimanere in deposito, come annunciato ieri dalla stessa azienda con sede in via Raffaele Costi. Contestualmente, dopo un anno di regime di solidarietà, il 9 novembre il Consorzio ha annunciato l’apertura della procedura di licenziamento collettivo, che riguarda 143 dipendenti fra amministrativi, ausiliari del traffico e controllori. «L’azienda sta morendo lentamente - sottolinea Marco Rodari, sindacalista della Cgil - Se non ci sarà un’azione immediata delle istituzioni, vi è il rischio concreto che il servizio periferico della città di Roma, possa subire uno stop». Una situazione drammatica che va avanti almeno da due anni, ovvero da quando è stato riaperto il contenzioso con il Comune di Roma. In tutti questi mesi, i sindacati avevano chiesto a più riprese al Campidoglio di studiare una exit strategy che potesse permettere di preservare servizio e lavoratori, indipendentemente dal destino della società. Tutti gli annunci, però sono terminati con un nulla di fatto, sovrastati dalla crisi Atac che ha attirato tutte le energie degli amministratori. Ieri le sigle sindacali sono tornate a chiedere un incontro con il commissario Francesco Paolo Tronca. Nel frattempo, la solidarietà ai lavoratori è arrivata dal coordinamento romano di Fratelli d’Italia che, al completo, ieri mattina è andato a manifestare insieme ai dipendenti davanti alla sede nel quartiere Tor Sapienza. «Fdi-An - si legge nella nota congiunta firmata dal capogruppo capitolino uscente, Fabrizio Ghera, e dal portavoce romano Andrea De Priamo - chiede al commissario prefettizio e alle autorità competenti di intervenire con estrema urgenza, rispettando gli accordi presi il 30 settembre 2015. I romani dovrebbero ringraziare questi lavoratori, a quanto pare figli di un dio minore che nonostante non percepiscano lo stipendio svolgono comunque un’attività faticosa stando molte ore nel traffico cittadino».
Bus senza gasolio e rivolta degli autisti
In periferia già ferme sette linee su 80 e 143 addetti a rischio licenziamento Roma Tpl alla canna del gas. In 1.700 dipendenti con stipendi decurtati
